Il disegno di legge sul nucleare approvato definitivamente dal Parlamento conferisce al Governo la delega per disciplinare in modo organico l’introduzione del nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale. L’esecutivo avrà dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento per adottare uno o più decreti legislativi e ulteriori 24 mesi per eventuali correttivi. Il testo si inserisce nel quadro degli obblighi europei e internazionali e delle politiche comunitarie finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza e l’indipendenza energetica del Paese e contenere i costi dell’energia.
La legge definisce il quadro entro il quale potranno essere valutati in futuro i singoli progetti, ma non autorizza oggi la costruzione di una centrale nucleare. La delega riguarda l’intero ciclo di vita del settore: programmazione, localizzazione, costruzione, esercizio, sicurezza, gestione del combustibile, rifiuti radioattivi e smantellamento finale degli impianti. È prevista in particolare l’elaborazione di un Programma nazionale per lo sviluppo della produzione e dell’utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione, oltre alla definizione delle regole per la sperimentazione, la localizzazione, la costruzione, l’installazione e l’esercizio di nuovi impianti.
Nel perimetro della delega rientrano anche la disattivazione e lo smantellamento delle installazioni nucleari esistenti, la disciplina del combustibile nucleare, degli impianti di stoccaggio e dello smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito. Il provvedimento interviene inoltre sulla sicurezza, sulla vigilanza, sui controlli, sulla governance del settore, sulla ricerca scientifica e industriale e sulla formazione di nuove competenze. La legge non individua oggi una tecnologia specifica. Il principio indicato è quello della neutralità tecnologica: saranno i decreti attuativi a stabilire quali soluzioni potranno essere utilizzate sulla base del loro livello di maturità, sicurezza e sostenibilità. Il perimetro comprende gli Small Modular Reactor, gli Advanced Modular Reactor, i mini reattori e, attraverso una disciplina specifica, anche la fusione nucleare.
Il provvedimento prevede inoltre la possibilità di istituire un’Autorità amministrativa indipendente per la sicurezza nucleare, valorizzando e rafforzando le competenze già esistenti presso l’Isin, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. L’Isin è già oggi l’autorità nazionale competente per la regolamentazione della sicurezza nucleare e della radioprotezione e svolge controlli sulle installazioni in disattivazione, sui reattori di ricerca attivi in Italia, sulla gestione dei rifiuti e del combustibile esaurito, sulle sorgenti radioattive utilizzate anche in ambito sanitario e industriale e sul trasporto dei materiali radioattivi.
La legge non individua neppure i siti delle eventuali future centrali. La localizzazione dovrà avvenire sulla base di criteri tecnici, ambientali e territoriali, tra cui sicurezza nucleare, sismicità, rischio idrogeologico, disponibilità di infrastrutture, connessione alla rete e caratteristiche del territorio. Sono previste anche forme di consultazione delle comunità interessate.
Secondo gli scenari indicati nel Pniec, l’eventuale ingresso del nuovo nucleare nel sistema energetico italiano potrebbe avvenire intorno al 2035. Al 2050 vengono valutati circa 8-16 GW di capacità nucleare, equivalenti a circa l’11-22% della domanda elettrica nazionale. Il nucleare verrebbe integrato con le fonti rinnovabili, gli accumuli, le reti e le interconnessioni e non concepito come un’alternativa a queste tecnologie. Dal punto di vista tecnico, infatti, eolico e fotovoltaico dipendono dalla disponibilità di sole e vento, mentre il nucleare rappresenta una fonte programmabile e a basse emissioni. In un sistema energetico decarbonizzato, l’obiettivo è garantire non soltanto una quantità sufficiente di energia nell’arco dell’anno, ma anche disponibilità di potenza in ogni momento, stabilità della rete e sicurezza degli approvvigionamenti.
“Oggi l’Italia fa un passo verso il futuro: l’approvazione della delega al Governo sul nuovo nucleare sostenibile dà compimento a un percorso avviato ormai tre anni fa, volto ad esplorare le potenzialità di questa nuova tecnologia, pulita e sostenibile”, ha commentato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.“Il nucleare non è un ritorno al passato: è una tecnologia vincente che, integrata con le rinnovabili, può dare straordinari risultati per la nostra sicurezza energetica, verso la neutralità al 2050”, ha aggiunto il ministro.


