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Economia
papa francesco 04

Papa Francesco scuote lo Ior. Lo fa nel corso della Messa celebrata stamattina davanti ai dipendenti della Banca Vaticana, con parole schiette tipiche del suo modo di essere: “Ci sono quelli dello Ior, scusatemi eh, tutto è necessario, gli uffici sono necessari, ma sono necessari fino a un certo punto”. Chiarito questo punto, il Papa prosegue: “La Chiesa non è una Ong, è una storia d'amore”, e dunque lo Ior come altri organismi vaticani, sono necessari “come aiuto a questa storia d'amore”. Ma “quando l'organizzazione prende il primo posto, l'amore viene giù e la Chiesa, poveretta, diventa una Ong. E questa - scandisce - non è la strada”.

MESSAGGIO IN CHIARO- Nelle parole di Jorge Mario Bergoglio non c'è solo un chiarimento, ma anche un chiaro avviso. Se lo Ior vuole continuare a esistere dovrà cambiare. Del resto, è dalla gestione della banca papale che sono venuti i maggiori grattacapi per la Chiesa negli ultimi anni. Prima la gestione di Ettore Gotti Tedeschi, defenestrato dal board della banca il 24 maggio 2012 (Gotti ha reagito con un memoriale, pubblicato sul Corriere della Sera nei giorni scorsi, nel quale accenna a presunti complotti e calunnie messe ad arte contro di lui), poi la battaglia per la trasparenza finanziaria su cui ha spinto Benedetto XVI e che ha portato il Vaticano nel mirino di Moneyval, l'ente antiriciclaggio dell'Unione Europea. E per finire le proteste dei cardinali, che nell'ultimo Conclave non sarebbero stati soddisfatti delle risposte date dal segretario di Stato Tarcisio Bertone in merito alla banca papale. Ciliegina sulla torta: il neopresidente dello Ior, il discretissimo Ernest von Freyberg, è finito al centro di polemiche di ogni tipo perché presidente anche della Blohm&Voss, cantieristica navale tedesca anche militare (poi Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, ha sottolineato che la B&V si occupa della manutenzione e costruzione di navi civili, sta soltanto partecipando alla costruzione di quattro fregate militari).

E BERTONE?- Francesco ha ovviamente raccolto e seguito tutto questo. E dopo le voci su un piano per porre lo Ior sotto la supervisione del Governatorato portandolo nelle mani del cardinale Giuseppe Bertello, si è ventilata l'ipotesi della trasformazione dell'istituto in una sorta di banca etica (ipotesi che per il momento sembra non essere caduta). Le parole di oggi lasciano intravedere la possibilità di riforma anche delle finanze vaticane. Certamente è difficile immaginare per un Papa del genere la permanenza di un assetto che ha dato più volte origine a polemiche e imbarazzi. Ma c'è di più: lo Ior è il grande capolavoro di Bertone, che oggi presiede la Commissione di vigilanza dell'Istituto (è stato nominato da Benedetto XVI) insieme a uomini di sua fiducia tra cui il brasiliano Odilo Scherer (azzoppato in Conclave – si dice – anche per questo). Se la Chiesa è una storia d'amore e lo Ior potrebbe essere necessario “fino ad un certo punto”, dicono Oltretevere, allora le parole di Bergoglio possono essere lette anche come un eventuale “preavviso di sfratto” nei confronti di Bertone. Il quale, beninteso, potrebbe restare ancora almeno fino alla fine dell'anno al timone del governo vaticano, ma che ormai sembrerebbe essere avviato verso la pensione.

Antonino D'Anna

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