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Pensioni, a settembre saranno più basse (ma non per tutti): ecco chi subirà il taglio del 5% e come evitarlo in futuro

A settembre torna la trattenuta del 5% per alcuni pensionati. Chi la subisce e cosa fare entro il 15 settembre

Pensioni, a settembre saranno più basse (ma non per tutti): ecco chi subirà il taglio del 5% e come evitarlo in futuro
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Alcuni pensionati riceveranno a settembre 2026 un assegno più basso a causa di una trattenuta del 5%. La riduzione riguarda chi non ha comunicato all’Inps i redditi richiesti con la campagna RED 2023.

La trattenuta era già prevista sul rateo di agosto e viene applicata anche sulla pensione di settembre. Chi rientra nella procedura ha ancora tempo fino al 15 settembre per regolarizzare la propria posizione ed evitare conseguenze più severe. Lo chiarisce direttamente l’Inps nelle indicazioni pubblicate sulla campagna RED.

Pensioni settembre 2026, perché c’è una trattenuta del 5%

La riduzione non interessa indistintamente tutti i pensionati e non rappresenta un taglio generalizzato delle pensioni. Riguarda una platea precisa individuata dall’Inps nell’ambito della campagna RED 2023.

La dichiarazione RED serve all’Istituto per verificare se continuano a sussistere i requisiti economici necessari per ricevere determinate prestazioni collegate al reddito.

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Nel caso considerato dall’INPS si tratta di pensionati residenti in Italia che non hanno presentato la dichiarazione reddituale relativa all’anno 2022 entro la conclusione della campagna, avvenuta il 31 marzo 2025.

Per questi soggetti l’Istituto ha avviato la procedura prevista dalla legge. La sospensione viene anticipata da una trattenuta pari al 5% dell’imponibile pensionistico lordo del mese di luglio 2026, applicata materialmente sulle mensilità di agosto e settembre.

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Chi controlla il cedolino può trovare una specifica voce relativa alla riduzione. La comunicazione è disponibile anche nell’area personale MyInps e, quando presenti i relativi recapiti, può essere trasmessa tramite PEC o posta elettronica.

Sono escluse dalla trattenuta le pensioni di importo mensile non superiore a 100 euro.

Pensioni settembre 2026, cosa bisogna fare entro il 15

Chi ha ricevuto la comunicazione può ancora evitare la revoca definitiva. L’Inps ha fissato al 15 settembre 2026 il termine per presentare la domanda di “Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008“. La pratica può essere inoltrata attraverso i servizi online dell’Istituto oppure tramite un patronato.

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La ricostituzione permette all’Inps di acquisire i dati reddituali mancanti e verificare nuovamente il diritto alla prestazione. Se i requisiti vengono confermati, l’Istituto può ripristinare correttamente il trattamento.

Chi invece lascia trascorrere il termine senza presentare la documentazione richiesta rischia la revoca definitiva della prestazione collegata al reddito. L’Inps potrà anche avviare il recupero delle somme che risultassero eventualmente corrisposte senza che ne sussistessero i requisiti.

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La scadenza riguarda dunque esclusivamente i pensionati coinvolti dalla campagna RED e non chi riceve una pensione ordinaria senza componenti sottoposte a verifica reddituale.

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