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Pensioni, brutte sorprese ad agosto: l’Inps si riprende quattordicesima e bonus

Alla radice c’è il modo in cui queste prestazioni vengono liquidate. Tutti i dettagli

Pensioni, brutte sorprese ad agosto: l’Inps si riprende quattordicesima e bonus

Il conto di una scadenza mancata

Chi non ha spedito la dichiarazione reddituale entro il 19 settembre 2025 se ne accorgerà dal cedolino di agosto. L’Inps ha chiuso definitivamente la partita: con il messaggio n. 2514 del 29 luglio 2026 l’Istituto ha annunciato di aver ultimato le elaborazioni che revocano, per gli anni 2021 e 2022, due voci finite sui cedolini di molti pensionati della Gestione privata — la quattordicesima e l’importo aggiuntivo da 154,94 euro. Somme che ora vanno restituite.

Alla radice c’è il modo in cui queste prestazioni vengono liquidate. L’Inps le paga in via provvisoria, prima di sapere quanto il pensionato abbia effettivamente incassato nell’anno di riferimento. La verifica arriva dopo, incrociando i dati con l’Anagrafe tributaria: solo a quel punto l’Istituto stabilisce se l’erogazione era legittima. Quando la dichiarazione non risulta trasmessa nei termini, il percorso è tracciato — prima la sospensione, poi la revoca definitiva, infine il recupero di quanto già accreditato. Nel caso in questione la comunicazione dei redditi 2021 era il passaggio che avrebbe confermato il diritto a entrambe le voci, e quel passaggio è mancato.

Rate diverse per le due voci

Il rimborso non segue un piano unico. Per la quattordicesima — la somma aggiuntiva introdotta dall’articolo 5, commi 1-4, del decreto-legge 81/2007 — l’Inps opererà una trattenuta direttamente sulla pensione, spalmata su 24 mensilità. Per l’importo aggiuntivo previsto dall’articolo 70, comma 7, della legge 388/2000 il periodo si dimezza: 12 rate. In entrambi i casi il prelievo parte dalla mensilità di agosto 2026.

Nessuno se ne accorgerà soltanto dall’estratto conto: l’Istituto invierà a tutti gli interessati una raccomandata, che vale come notifica formale sia della revoca sia del piano di restituzione.

Perché sono due procedimenti e non uno

Quattordicesima e 154,94 euro tendono a essere accomunate perché maturano nello stesso periodo dell’anno, ma i requisiti divergono. La prima spetta a chi ha compiuto almeno 64 anni e resta entro determinate soglie di reddito personale. La seconda, nata con la finanziaria del 2000, guarda ai trattamenti pensionistici più bassi e — qui la differenza sostanziale — pesa anche i redditi del coniuge o della persona unita civilmente. Può quindi capitare di avere diritto a una delle due e non all’altra. È questa la ragione per cui l’Inps, pur comunicandole insieme, tiene le due revoche su binari amministrativi separati.