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Pensioni, chi evita l’aumento dell’età dal 2027: la lista dei lavori gravosi

Dal 2027 l’età pensionabile sale di un mese. Esclusi alcuni lavori gravosi: ecco chi resta fuori dallo scatto

Pensioni, chi evita l’aumento dell’età dal 2027: la lista dei lavori gravosi
anziani

Dal 2027 scatta l’aumento dell’età pensionabile legato alla speranza di vita. Alcuni lavoratori gravosi possono evitare lo slittamento se rispettano requisiti e codici professionali.

Pensioni, dal 2027 si lavora un mese in più

Dal 2027 molti lavoratori dovranno attendere un mese in più per andare in pensione. È il primo adeguamento dopo la sospensione partita nel 2019. Nel 2028 è già previsto un altro incremento di due mesi.

Non tutti subiranno lo stesso slittamento. Chi svolge lavori gravosi può restare escluso dall’aumento dell’età pensionabile, a patto di rientrare nelle categorie previste e di dimostrare di aver svolto quelle mansioni per il periodo richiesto.

La deroga riguarda attività fisicamente dure, organizzate su turni, esposte a rischi o difficili da sostenere per molti anni. L’Inps è intervenuta con il messaggio 1808 del 29 maggio 2026 per chiarire la corrispondenza tra vecchi e nuovi codici ISTAT, così da evitare esclusioni dovute solo a classificazioni aggiornate.

Pensioni, l’età si alza di un mese nel 2027: quali lavori gravosi rientrano nella deroga

Tra i lavori gravosi rientrano operai dell’edilizia, addetti alla manutenzione degli edifici, lavoratori impiegati nell’estrazione mineraria, conduttori di gru e macchinari mobili da cantiere. La lista comprende anche personale ferroviario viaggiante, conducenti di mezzi pesanti, lavoratori siderurgici, addetti al vetro e attività svolte ad alte temperature.

La sanità ha una presenza forte nell’elenco. Sono inclusi infermieri e ostetriche che lavorano in ospedale con turnazioni, insieme agli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti. Nella scuola rientrano insegnanti dell’infanzia ed educatori degli asili nido.

La deroga riguarda anche facchini, addetti allo spostamento merci, personale non qualificato dei servizi di pulizia, operatori ecologici, addetti alla raccolta e separazione dei rifiuti, lavoratori agricoli, zootecnici e pescatori. Per ogni categoria contano descrizione della mansione e codice professionale.

Pensioni, quanti anni di lavoro gravoso servono

Non basta avere un contratto in un settore compreso nella lista. Il lavoratore deve aver svolto attività gravosa per un periodo significativo. La regola richiamata per l’accesso ai benefici guarda agli ultimi dieci anni di carriera o a una quota rilevante dell’intera vita lavorativa.

In molti casi servono almeno sette anni negli ultimi dieci. Per altri canali previdenziali, come l’Ape sociale, le regole possono cambiare e l’elenco delle attività non coincide sempre con quello usato per l’esenzione dagli aumenti dell’età pensionabile.

La documentazione diventa decisiva. Contratti, mansioni effettive, buste paga, dichiarazioni del datore di lavoro e codici contributivi devono combaciare. Una qualifica generica può non bastare se non dimostra il lavoro svolto davvero.

Codici ISTAT, cosa cambia con i chiarimenti Inps

L’aggiornamento dei codici ISTAT ha creato il rischio di domande respinte per motivi formali. Una professione poteva risultare ancora gravosa nella sostanza, ma diversa nella classificazione usata nei sistemi.

Il messaggio Inps serve a collegare vecchie e nuove codifiche. Chi rientra nelle mansioni previste non deve perdere il beneficio solo perché il codice è stato aggiornato. Patronati, consulenti e uffici del personale dovranno usare le nuove tabelle con attenzione.

Per chi è vicino alla pensione, la verifica va fatta subito. Dal 2027 lo scatto di un mese cambia la data di uscita. Dal 2028 l’aumento previsto sale a tre mesi complessivi. Chi lavora in un’attività gravosa può evitarlo, ma deve avere carte in ordine e domanda corretta.

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