Il petrolio WTI ha scambiato il 24 settembre vicino ai 96 dollari al barile, mentre il Brent ha superato quota 107 durante la seduta. Nelle prime ore del 25 settembre i prezzi hanno però ripiegato, con Brent intorno a 105,85 dollari e WTI a circa 93,80.
In Italia il diesel self costa, nell’ultima rilevazione Mimit disponibile, 2,338 euro al litro sulla rete stradale e 2,419 euro in autostrada. Dal 26 settembre si aggiungerà un altro elemento: lo sconto fiscale sul gasolio si riduce di circa 6,1 centesimi al litro, IVA compresa.
Accise diesel, quanto può costare il gasolio dal 26 settembre
Lo sconto sulle accise applicato al gasolio è stato ridotto progressivamente. Fino al 25 settembre il beneficio complessivo, considerando anche l’IVA, vale circa 12,2 centesimi al litro. Dal 26 settembre il vantaggio scenderà a circa 6,1 centesimi.
Se la variazione fiscale fosse trasferita interamente alla pompa e tutte le altre componenti restassero ferme, il diesel sulla rete ordinaria potrebbe passare meccanicamente da 2,338 a circa 2,399 euro al litro. Su un rifornimento da 50 litri l’effetto sarebbe di circa 3,05 euro in più.
Questo calcolo non è però una previsione del prezzo che comparirà effettivamente sui distributori. Quotazioni internazionali del gasolio raffinato, cambio euro-dollaro, scorte e margini possono amplificare o assorbire parte del movimento.
Quanto pesa il petrolio vicino a 100 dollari
Il prezzo del greggio non viene trasferito istantaneamente e nella stessa proporzione al distributore.
Il 24 settembre il WTI è arrivato vicino ai 96 dollari e il Brent ha superato i 107, spinto dai nuovi timori sull’offerta in Medio Oriente. Successivamente le quotazioni sono scese dopo le notizie sui contatti tra Stati Uniti e Iran per una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz.
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Per il diesel europeo conta inoltre il prezzo internazionale del gasolio, non soltanto quello del barile di greggio. Per questo non è possibile stabilire oggi che salirà, per esempio, di dieci o venti centesimi soltanto osservando il WTI.
L’incremento più facilmente quantificabile nel breve periodo resta quello fiscale: circa 6,1 centesimi al litro dal 26 settembre, se trasferito integralmente ai prezzi finali.


