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Piazza Affari chiude sui minimi una giornata condotta sempre negativamente, in linea con l'andamento ribassista dell'intera settimana, all'insegna delle preoccupazioni legate alla tenuta del governo e dell'acuirsi della crisi in Siria. L'Ftse Mib, il peggiore in Europa insieme a Parigi, ha accusato una flessione finale dell'1,32% a quota 16.682 punti. Spread a quota 254 punti base. A penalizzare il listino milanese le vendite che hanno colpito finanziari ed energetici. In netta controtendenza Telecom Italia che ha piazzato un autentico balzo del 9,36% a 0,5295 euro per azione, in scia a report positivi e all'aspettativa che riparti il risiko del settore a livello internazionale.

Tra i finanziari Intesa Sanpaolo -0,87%, Unicredit -1,88%, Mediobanca -1,38%, Generali -2,23%. Deboli il lusso (Tdd's -2,17%), i principali industriali (Pirelli -2,3%, Fiat -2,64%, Finmeccanica -0,51%) e Gtech (-1,8%). Negativi i principali energetici, con Eni a -2,04%, Enel -1,81%, mentre Saipem e Snam Rete Gas si sono mosse in controtendenza salendo rispettivamente dell'1,88% e dello 0,28%.

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