Poste Italiane alza di 30 centesimi l’offerta in contanti per Tim, che arriva così a 1,97 euro per azione conferita e 0,218 azioni Poste di nuova emissione, togliendo la soglia minima dal 66,7%. Poste si impegna dunque ad acquistare le azioni offerte anche sotto quel livello.
L’intento è quello di rilanciare l’operazione che stenta a decollare: fino a ieri le adesioni erano ferme poco sopra al 6% nonostante l’iniezione di fiducia ricevuta dal management della società, ad Pietro Labriola compreso, che hanno aderito all’Opas con le quote da loro detenute. Guardando ai numeri l’Opas costerà a Poste 500 milioni in più e dunque il controvalore sale a 11,3 miliardi.
La scadenza di adesione è fissata a venerdì prossimo alle 17,30, ora di chiusura delle contrattazioni di Borsa. Il corrispettivo integrato con la componente aggiuntiva in denaro sarà riconosciuto, ovviamente, a tutti gli aderenti.
Con l’incremento il cda di Poste, è scritto in un comunicato, intende confermare la rilevanza strategica e industriale dell’operazione. La società guidata da Matteo Del Fante conferma la politica di dividendi di Poste per il 2026 e l’impegno ad una politica accrescitiva dal 2027.
Gli azionisti di Tim che aderiranno all’offerta riceveranno l’acconto sul dividendo di Poste 2026, che sarà corrisposto il 25 novembre. La società postale ha tenuto anche a sottolineare che non ci saranno ulteriori incrementi e che sulla base del prezzo del titolo Tim al momento della data dell’annuncio, il 20 marzo scorso (6,6 euro ad azione), il premio calcolato ammonta al 14,16%.
Inoltre, sulla base del prezzo ufficiale delle azioni di Poste rilevato alla chiusura del 4 settembre, pari a 26,90 euro la valorizzazione monetaria implicita è pari a 7,83 euro per ciascuna azione Tim. In caso di adesione totalitaria all’offerta il controvalore sarebbe di 11,3 miliardi con un esborso cash di 3,3 miliardi per Poste.
Ora i fondi di investimento, principali azionisti di Tim dopo Poste che ha già il 20% in portafoglio, dovranno decidere cosa fare. Chi aderisce entra nella combinazione tra cash e azioni Poste mentre gli altri azionisti restano esposti all’evoluzione del titolo, al risultato finale dell’offerta e alla possibile riapertura dei termini. Il tema del delisting del titolo Tim, previsto da Poste se avesse conseguito il 66,7%, resta ma dipende dalla quota che sarà effettivamente raggiunta nel corso dell’Opas e dai passaggi successivi previsti.


