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Poste-Tim, il giorno della verità. Ultima chiamata agli azionisti, come sta andando l’Opas

Per il controllo e il delisting del titolo serve il 66,67%

Poste-Tim, il giorno della verità. Ultima chiamata agli azionisti, come sta andando l’Opas

Poste-Tim, il giorno della verità. Ultima chiamata agli azionisti

Ultimo giorno per l’Opas, iniziata il 20 luglio, promossa da Poste su Telecom Italia. Le richieste di adesione hanno raggiunto i quota 357.711.344, pari al 20,96% sul totale degli strumenti oggetto di offerta. La mossa di aumentare l’offerta cash di 30 centesimi ha dunque funzionato anche se, secondo gli esperti, l’accelerazione era comunque prevista nelle fasi finali.

Sul fronte del capitale ora Poste Italiane controlla, con il 20% già in sue mani, circa il 41% di Tim e si avvicina dunque alla quota di maggioranza prevista al 50%. Per il controllo e il delisting del titolo serve però il 66,67%. Se questa quota non sarà raggiunta, l’Opas sarà riaperta dal 21 al 25 settembre, Poste potrebbe comunque comperare sul mercato per raggiungere l’obiettivo che si era prefissa in un primo momento. 

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L’ad di Poste Matteo Del Fante crede fortemente nel progetto di sinergie e integrazione delle due società “per accompagnare il paese attraverso una evoluzione e trasformazione tecnologica digitale che toccherà le imprese, la pubblica amministrazione e tutti i cittadini e il nostro paese”. Del Fante ritiene inoltre che, per gli azionisti di Tim, aderire all’Opas significa soprattutto un ritorno al dividendo che Poste ha sempre pagato.