Economia
Puglia locomotiva del Sud, Confindustria: “vero motore potenziale del Paese”. Salatto: "Investimenti decisivi, ma restano criticità"
Nel Check-up 2025 segnali positivi su Pil e occupazione. Nodo export, competenze e tempi di Pnrr e programmazione 2021-2027

Dai dati alla fase strutturale: l’appello alla continuità degli strumenti e a una visione di lungo periodo
Il Mezzogiorno “può crescere più della media nazionale” se messo nelle condizioni giuste, con strumenti adeguati e politiche coerenti. È la lettura di Confindustria Puglia dopo la pubblicazione del Check-up Mezzogiorno 2025, realizzato da Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), che secondo l’associazione fotografa una fase favorevole, con margini per rendere stabile la convergenza.
In una nota, il presidente ad interim Potito Salatto sottolinea: "I dati del Check-up Mezzogiorno 2025, realizzato da Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), restituiscono un quadro incoraggiante e, per certi versi, storico: il Sud sta dimostrando di saper crescere più della media nazionale quando dispone di strumenti adeguati, politiche coerenti e di un tessuto imprenditoriale pronto a investire. La dinamica del PIL, l'aumento dell'occupazione e il rafforzamento della struttura produttiva, con la crescita delle società di capitali, confermano che il Mezzogiorno - e la PUGLIA in particolare - non è più solo un'area da sostenere, ma un vero motore potenziale dello sviluppo del Paese".
Il punto chiave, per Confindustria Puglia, resta quello degli investimenti. Salatto richiama l’effetto delle misure che puntano su semplificazione e regole più chiare: "Il ruolo degli investimenti è decisivo. I risultati della ZES Unica Mezzogiorno e delle autorizzazioni uniche dimostrano che semplificazione amministrativa, certezza delle regole e incentivi mirati producono effetti concreti: le imprese rispondono con rapidità, attivando investimenti significativi e nuova occupazione. È un modello virtuoso che va consolidato e reso strutturale, evitando discontinuità che potrebbero rallentare un percorso di convergenza finalmente credibile".
Accanto ai segnali positivi, però, l’associazione mette in fila i nodi aperti: "Permangono tuttavia criticità che non possono essere sottovalutate - prosegue - Il PIL pro-capite resta distante dalla media nazionale, l'export mostra segnali di debolezza e il mercato del lavoro continua a scontare il tema del costo del lavoro e del mismatch delle competenze. A questo si aggiungono i ritardi nell'attuazione del PNRR e il lento avanzamento della programmazione 2021-2027, che richiedono un deciso cambio di passo sul fronte amministrativo e attuativo. Per trasformare questa fase positiva in sviluppo strutturale serve una visione di medio-lungo periodo, fondata su continuità degli strumenti, attrazione di grandi investimenti, rafforzamento delle filiere innovative e valorizzazione del ruolo strategico del Sud nello scenario euromediterraneo. Confindustria PUGLIA è pronta a fare la sua parte, lavorando insieme alle istituzioni e al partenariato economico e sociale affinché questa occasione non venga dispersa, ma diventi un vantaggio competitivo stabile per il Sud e per l'intero Paese".
Nello stesso solco, Salatto ribadisce anche: ''I dati del check-up Mezzogiorno 2025, realizzato da Confindustria e Srm Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, restituiscono un quadro incoraggiante e, per certi versi, storico: il Sud sta dimostrando di saper crescere più della media nazionale quando dispone di strumenti adeguati, politiche coerenti e di un tessuto imprenditoriale pronto a investire".
E aggiunge: "La dinamica del Pil, l'aumento dell'occupazione e il rafforzamento della struttura produttiva, con la crescita delle società di capitali - spiega - confermano che il Mezzogiorno, e la PUGLIA in particolare, non è più solo un'area da sostenere, ma un vero motore potenziale dello sviluppo del Paese. Il ruolo degli investimenti è decisivo. I risultati della Zes (Zona economica speciale ndr) Unica Mezzogiorno e delle autorizzazioni uniche dimostrano che semplificazione amministrativa, certezza delle regole e incentivi mirati producono effetti concreti: le imprese rispondono con rapidità, attivando investimenti significativi e nuova occupazione. È un modello virtuoso - evidenzia Salatto - che va consolidato e reso strutturale, evitando discontinuità che potrebbero rallentare un percorso di convergenza finalmente credibile. Permangono tuttavia criticità che non possono essere sottovalutate. Il Pil pro-capite resta distante dalla media nazionale, l'export mostra segnali di debolezza e il mercato del lavoro continua a scontare il tema del costo del lavoro e del mismatch delle competenze".
Infine, nel passaggio conclusivo, l’appello a trasformare la fase attuale in sviluppo duraturo: "A questo si aggiungono i ritardi nell'attuazione del Pnrr e il lento avanzamento della programmazione 2021-2027, che - osserva - richiedono un deciso cambio di passo sul fronte amministrativo e attuativo. Per trasformare questa fase positiva in sviluppo strutturale serve una visione di medio-lungo periodo, fondata su continuità degli strumenti, attrazione di grandi investimenti, rafforzamento delle filiere innovative e valorizzazione del ruolo strategico del Sud nello scenario euromediterraneo. Confindustria PUGLIA è pronta a fare la sua parte, lavorando insieme alle istituzioni e al partenariato economico e sociale affinché - conclude Salatto - questa occasione non venga dispersa, ma diventi un vantaggio competitivo stabile per il Sud e per l'intero Paese''."
