
Volete un portafoglio a prova di primavera? Gli analisti del Credit Suisse hanno elaborato diverse strategie in grado di mettere i vostri capitali al sicuro dalle incertezze delle ultime settimane, sia che preferiate un investimento di tipo obbligazionario, sia che vogliate puntare sui mercati azionari.
La prima proposta, “andare oltre la cassa“, è stata elaborata per coloro che finora sono rimasti molto liquidi e vorrebbero investire parte della propria liquidità senza prendersi troppi rischi.
In questo caso si può puntare su obbligazioni emesse da gruppi finanziari con un rating elevato, (tra “AA-” e “BBB”), o da gruppi non finanziari anche con rating leggermente inferiore (tra “A” e “BB”), sia sui mercati sviluppati sia su quelli emergenti.
Qualche esempio? Per restare anche solo su emittenti tricolori sembrano interessanti emissioni come il bond UniCredit Ireland 25.10.2017 in franchi svizzeri (che paga una cedola del 3,375%), l’Enel Finance 7.10.2014 in dollari (cedola pari al 3,875%) o tra le emissioni in euro quella di Intesa Sanpaolo scadenza 9.11.2017 (4% di interesse), l’Enel 26.2.2016 (cedola pari al 3,50%) o anche il bond Fiat Industrial 11.3.2015 (5,25% di cedola).
CONTINUA SU AFFARITALIANI.IT LA PUBBLICAZIONE DEI VIDEO DI FORMAZIONE DI UNICREDIT SUGLI STRUMENTI FINANZIARI D’INVESTIMENTO
Più in generale tuttavia gli esperti ritengono che il graduale ritorno dell’appetito per il rischio, le valutazioni ancora interessanti e le politiche monetarie in essere da parte delle maggiori banche centrali occidentali dovrebbero portare a ritorni più interessanti, quest’anno, per il comparto azionario che non per quello obbligazionario. In particolare sembrano interessanti le prospettive delle “recovery stocks“, ossia quelle azioni di società che sembrano in grado di poter sfruttare meglio la prossima ripresa. Con un’avvertenza: nei prossimi quindici giorni, spiegano gli analisti, le tensioni politiche potrebbero causare qualche cedimento delle quotazioni.
*BRPAGE*
Potrebbe dunque essere consigliabile lasciar passare una settimana o due prima di provare a “pizzicare” qualche titolo come General Electric, Bhp Billiton, Schneider Electric o Tyco International, ma anche come Bnp Paribas, Mastercard o Jp Morgan piuttosto che Caterpillar o Halliburton.
In questo caso, purtroppo, non si scorgono nomi italiani, così come non ve ne sono tra i titoli consigliati per chi ama un approccio maggiormente difensivo e semmai preferisce puntare su titoli in grado di distribuire un buon dividendo.
Tra i “primi della classe” gli uomini di Credit Suisse ricordano nomi come Ahold, Bmw, Casino Guichard, Eutelsat, Nestlè, Sanofi o Vodafone Group, per restare nel vecchio continente, oltre a una ricca lista di “big” statunitensi come Microsoft, Intel, Procter & Gamble, Philip Morris, McDonald’s, Coca Cola o Kraft ma, appunto, nessun titolo tricolore riesce a entrare in classifica e questo non è certo un buon auspicio per l’andamento dell’economia del Belpaese e dei suoi maggiori gruppi industriali.
Luca Spoldi
