Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo e dell’Acri, che riunisce le 62 Fondazioni bancarie azioniste al 16% in Cassa depositi e prestiti, ritiene che l’istituto di promozione nazionale debba ”contribuire in modo decisivo a mettere a terra il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ponte verso l’Italia del futuro”. Serve ”una Cdp nuova, più congruente al Pnrr, e arricchita di competenze digitali, ecologiche, sociali, decisive per attuarlo”, spiega in un’intervista a La Repubblica.
Le due collaborazioni tra Cdp e Fondazioni su edilizia sociale e sedi territoriali sono ”due modelli su cui basare nuove forme di dialogo tra pubblico, privato e terzo settore per un’efficiente messa a terra del Pnrr, in effetto leva con gli altri finanziamenti e sostegni che istituzioni europee, enti pubblici, privati e banche affiancheranno al Piano”, spiega Profumo. ”Connettendo pubblico, privato e terzo settore per consentire che centro, periferia, territori e persone collaborino nel modo migliore -aggiunge-. È l’unica via possibile se si vuole che il Pnrr non crei cattedrali nel deserto che lasceranno il conto ai posteri, ma sia invece un perno degli aiuti e delle azioni che possono trasformare l’Italia”.

