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Economia
Italiani&depressione/ #Conlettapiùsereni

di Andrea Deugeni

Lo stato della salute mentale degli italiani è peggiorato negli ultimi nove anni: il male oscuro la sta facendo da padrone. Ormai la crescente depressione affligge circa 2,6 milioni di individui. L'Istat, che ha fornito il dato, non si è limitata a fotografare il fenomeno, ma ha cercato anche di dare una spiegazione alla progressiva diffusione della patologia: ha associato la fragilità psichica alla diffusione della crisi economica. C'è di più. Sembra che l'umore degli italiani stia peggiorando nell'ultimo mese.

Il motivo? Le elevate aspettative (meccanismo pericolosissimo perché più alte e irraggiungibili sono e più probabile è il tonfo emotivo della delusione) che hanno riposto in Matteo Renzi. Scelta non certo campata per aria, visto che l'ex sindaco di Firenze, prima come rottamatore della vecchia guardia del Pd e poi come nuove presidente del Consiglio, ci ha messo del suo nel promettere al Paese grandi traguardi. Facendo tornare a sognare gli italiani dopo anni di grigio immobilismo e roboanti promesse berlusconiane rimaste sulla carta e che hanno seminato solo frustrazione.

Giovane, il premier più baby d'Europa che ricorda il grande Tony Blair, che si sceglie una squadra con metà donne e che pimpante mette l'accento sulla crescita, il lavoro, le riforme e il cambio di musica in Europa. Assicurando di archiviare una volta per tutte l'austero rigore della Merkel. "Lui si che sbatterà i pugni in Europa", avevano sentenziato a fine febbraio i renziani dell'ultima ora, affrettatisi a salire sul carro del vincitore per l'imminente cambiamento epocale che il Paese avrebbe vissuto da lì a poco.

E invece pare che l'effetto Prozac di Renzi non ci sia proprio stato. Anzi, nonostante l'appoggio incondizionato dei grandi giornaloni, pare che qualche analista politico inizi a subodorare che la luna di miele fra Renzi e gli italiani sia finita. Il profluvio di parole sta mostrando tutta la sua inconsistenza di fronte a una realtà economica che rimane drammatica. A maggio la disoccupazione è tornata a salire rispetto ad aprile: più 12,6%. Più 13,8% quella femminile, ben più 0,5% rispetto al mese precedente. Così come la produzione industriale che, sempre a maggio, ha reingranato la retromarcia scendendo dell'1,2% rispetto al mese precedente (-1,8% anno su anno), dopo la timida ripresa di aprile.

E neppure le prospettive per il trimestre sono buone, dopo che a sorpresa nei primi tre mesi dell'anno il Pil è stato negativo di uno 0,1%. Anche la locomotiva tedesca infatti ha frenato a maggio e oggi la Bce ha certificato una "ripresa molto graduale" con rischi di peggioramento della congiuntura. Allegria. L'economista Mario Seminerio, intervistato da Affaritaliani.it, ha definito il Documento di Economia e Finanza del governo Renzi, testo in cui Palazzo Chigi ha stimato per il 2014 un Pil in crescita dello 0,8%, "un vero e proprio libro dei sogni". E, sulla carta, ha dato per certa una manovra correttiva, confermata oggi dagli insight raccolti nel Palazzo. Manovra che Renzi cercherà di evitare in zona Cesarini aggiudicandosi maggiore flessibilità a Bruxelles, ma di fatto bruciandosi preziosa capacità di spesa per la fine dell'anno.

E persino in Europa sembra essersi raffreddato l'entusiasmo per il "panzer" Renzi. Dopo le richieste del duo Renzi-Padoan, a Bruxelles è riemersa infatti la tradizionale diffidenza di berlusconiana memoria e prima di allargare le maglie del Patto di Stabilità, i leader Ue vogliono vedere le riforme, congelando il dibattito sulla flessibilità a dopo l'estate. Intanto, l'economia, con il Ddl Poletti messo da parte per la riforma del Senato, non sembra godere delle cure necessarie. Sui mercati se ne sono accorti: il parolaio Renzi, come lo chiama qualcuno, si è già giocato tutto il dividendo della strabordante vittoria del Pd alle europee: sul secondario, il termometro dello spread è tornato a salire sopra la soglia di 170 punti base, ai massimi dall'affermazione dei Democrat nelle elezioni per Strasburgo. 

Forse Renzi il bomba, come lo chiamavano da ragazzo, ha sbagliato a "spararle" troppo in alto e per la depressione degli italiani sarebbe stato più salutare il "farmaco" Letta. Un diesel con meno picchi ma più benessere-oriented. Certamente ora #starebberopiùsereni.

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