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Economia

di Antonino D'Anna

papa francesco messa 9

Ancora una notizia sullo IOR, la banca vaticana. Dopo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi in merito all'eventuale accorpamento della banca del Papa sotto il controllo del presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, guidato dal bertoniano Giuseppe Bertello, adesso un nuovo rumors proveniente dalla Reuters parla di una possibile chiusura dell'istituto finanziario per volontà di papa Francesco. E in effetti, questo sarebbe più facile da fare rispetto all'accorpamento ventilato nei giorni scorsi. Come spiegano ad Affaritaliani da Oltretevere: “Quando si trattò di riformare gli Statuti dello IOR alla fine degli anni '80, c'è voluto un anno e passa di lavoro. Per accorpare lo IOR alla Pontificia Commissione ci vorrebbero comunque delle modifiche legislative che richiederebbero un po' di tempo, la cosa non è così immediata come la si presenta e resta sempre l'incognita del Papa”.

Già: il Papa argentino che cosa ha deciso di fare con lo IOR? Se prima quindi si parlava dell'accorpamento, adesso si parla di soppressione tout court. Ma un personaggio resta centrale: Bertello. Che viene dato, secondo alcune indiscrezioni, come possibile successore di Tarcisio Bertone alla guida della Segreteria di Stato, la macchina governativa vaticana. Il punto è che Bertello sarebbe un continuatore della linea Bertone, che non è piaciuta molto ai cardinali. Una linea curiale che nel corso dell'ultimo Conclave ha visto un momento di tensione – pare – quando Bertone ha presentato i conti della Santa Sede e i porporati provenienti dall'estero hanno voluto ulteriori chiarimenti e delucidazioni. Da un lato la cancellazione dello IOR, dall'altro la promozione di un bertoniano alla guida della Segreteria di Stato.

È il segno in realtà della confusione che per il momento si agita nei Sacri Palazzi, dove – passata l'euforia del Conclave – adesso sono in tanti a chiedersi questo Papa chi sia e che cosa pensi davvero. Jorge Mario Bergoglio è un gesuita progressista, un conservatore, o un moderato come quelli de “La Civiltà Cattolica” guidata dal geniale padre Antonio Spadaro? È noto che il nuovo Papa è estraneo al denaro, al quale attribuisce un ruolo marginale e che – vistosi anche il nome scelto – naturalmente non pensa ad accumulare. Ma c'è di più: dopo il rinnovo delle cariche voluto fortemente da Bertone negli ultimi giorni del pontificato di Benedetto XVI, adesso l'eventuale chiusura della banca papale (o la sua trasformazione in qualcosaltro) significherebbe una sconfessione pesante delle scelte dell'attuale segretario di Stato. Da un lato, com'è ovvio, un forte segnale di cambiamento; ma dall'altro una sconfessione che preluderebbe, in seguito, ad un'uscita di scena del cardinale e con lui il tramonto di tante “stelle” del firmamento bertoniano che ad oggi erano arrivate a brillare Oltretevere.

Come sarà questo tramonto? In ogni caso si cercherà di evitare scossoni e garantire un'exit strategy dignitosa per Bertone. Che dall'elezione del Papa argentino non avrebbe a questo punto guadagnato molto, visto che secondo alcuni rumors circolati nei giorni successivi al Conclave, c'è chi si è spinto a parlare di un eventuale gentlemen's agreement per la momentanea conferma delle cariche IOR e la permanenza, almeno per un anno, di Bertone alla guida del governo vaticano. Per finire: l'ex presidente IOR Ettore Gotti Tedeschi, defenestrato il 24 maggio scorso dal board della banca vaticana, a margine di un convegno all'Università Cattolica di Milano, ha dichiarato (come riporta Libero): “Papa Francesco ha fatto gesti straordinari come la persona che è, e li ho apprezzati”, ma “il mio papa è Benedetto XVI e guai a chi me lo tocca”. Eppure, dicono ad Affari da Oltretevere, oggi i supporters di Gotti Tedeschi sembrerebbero un po' meno "caldi"...

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