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Santi soldi/ Ior, ipotesi commissariamento. Rumors: Bertone lascia il 29 giugno? Il rebus da risolvere…

di Antonino D’Anna

tarcisio bertone 1

Allora, questa riforma dello IOR si farà a breve oppure no? Ancora una volta Oltretevere ci si spacca sulle previsioni: da un lato c’è chi parla di un commissariamento dell’Istituto per le Opere di Religione in nome della trasparenza, come anticipato oggi dal Corriere della Sera; dall’altro c’è chi frena e osserva come ci siano degli “ostacoli” preliminari da superare. Ostacoli che Papa Francesco, eletto appena 90 giorni fa, potrebbe decidere di non saltare adesso. Vediamo quali.

COMMISSARIAMENTO- L’ipotesi sotenuta oggi dal Corriere indica, scartata a piè pari la possibilità di un accorpamento integrale delle attività economiche e finanziarie in un’unica entità, la possibilità che Francesco decida di nominare – entro il 31 luglio prossimo – un nuovo presidente della banca vaticana al posto del tedesco Ernst Von Freyberg, nominato negli ultimi giorni del papato di Benedetto XVI a sostituire il defenestrato (con accuse abbastanza pesanti da parte del board della banca papale) Ettore Gotti Tedeschi. Il discretissimo presidente, che il 31 maggio scorso aveva rilasciato un’intervista a Radio Vaticana in cui annunziava il lancio di un’operazione trasparenza sullo IOR, chiarendo che nel futuro meno si parlerà della banca papale e più si parlerà del cristianesimo, sarebbe quindi dato in via di sostituzione con un altro manager gradito al Pontefice oppure con la nomina di un sacerdote esperto di affari economici ma fedelissimo di Jorge Mario Bergoglio.

NOSTALGIA DI GOTTI TEDESCHI?- Oltretevere, però, c’è chi è perplesso. E ammette, ad esempio, che in Vaticano chi un tempo difendeva a spada tratta Gotti Tedeschi adesso non lo fa più, né tantomeno ne parla. Si osserva però che un’operazione del genere, così accelerata e così improvvisa, potrebbe non portare gli esiti sperati. Anche perché la grande incognita è: che cosa farebbe l’attuale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, che è a capo della Commissione Cardinalizia di vigilanza sullo IOR, che si partecipa alla nomina del presidente della Banca? È questo, infatti, il rebus preliminare da risolvere prima di poter dibattere di qualsiasi riforma della banca vaticana.

BERTONE, VIA IL 29 GIUGNO MA…- E qui le cose cambiano. Da due anni almeno si parla infatti di una rimozione di Bertone e del suo pensionamento. Il punto è che il cardinale nel febbraio scorso ha avuto la riconferma – in teoria per altri 5 anni – alla guida della Commissione Cardinalizia di vigilanza sullo IOR. E non è detto che lasciando il timone della Segreteria di Stato egli abbandoni automaticamente anche un posto di tale prestigio (e potere), visto che potrebbe restare alla guida della Commissione Cardinalizia almeno fino al 2 dicembre 2014, quando compirà 80 anni e perderà automaticamente il diritto di farne parte. Peraltro, quando dovrebbe andarsene Bertone? Adesso – dicono ad Affaritaliani – si parla di un annuncio che potrebbe essere fatto il 29 giugno, quando – come accadde per il suo predecessore, Angelo Sodano – la Sala Stampa della Sede comunicherà la sostituzione di Bertone con il cardinale Giuseppe Bertello da Foglizzo (TO), classe 1942 e attuale presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, nonché presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.

Stando così le cose, il 29 potrebbe esserci l’annuncio dell’addio di Bertone, che resterebbe in carica almeno fino al prossimo settembre: dopodiché subentrerebbe Bertello. L’altro nome che si fa è quello di Angelo Becciu, Sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato (e quindi vice di Bertone), sardo di Pattada (SS) classe 1948, che al momento starebbe aiutando Papa Francesco nella lettura del dossier Vatileaks ereditato da Joseph Ratzinger. Tutto lineare? No, non è detto neanche questo: perché di “grandi funerali a corte”, come fu scritto in una ormai leggendaria lettera che dava Bertone in via di pensionamento per l’ennesima volta, se ne parla ormai da troppo tempo. E il cardinale potrebbe restare.