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Economia

E' stata definita sin dal primo giorno la 'guerra di Segrate', la lotta durata piu' di 20 anni tra la Fininvest di Silvio Berlusconi e la Cir di Carlo De Benedetti per contendersi la Mondadori. Oggi la Cassazione, respingendo il ricorso Fininvest, ha messo la parola fine a tutta la vicenda. Ecco le tappe

- 10 maggio 1988: Carlo De Benedetti, grazie all'alleanza con parte degli eredi del fondatore della Mondadori, la moglie e il figlio di Mario Formenton, entra da trionfatore a Segrate, andando a ricoprire coi suoi uomini tutti i posti in consiglio. E' il 'prologo' della 'battaglia' per il controllo della principale casa editrice italiana. Le ambizioni di Berlusconi, entrato qualche anno prima come socio, vengono ridimensionate.

- 21 dicembre 1988: i Formenton e la Cir siglano un accordo che porta l'ingegnere ad avere la maggioranza di Amef, societa' che controllava il gruppo editoriale. Accordo che poi i Formenton vorranno disdire.

- 25 gennaio 1990: il cambio di schieramento dei Formenton consente a Silvio Berlusconi di insediarsi come nuovo presidente. De Benedetti protesta invocando l'accordo sottoscritto coi Formenton pochi mesi prima, che prevedeva il passaggio delle quote degli eredi alla Cir entro il 30 maggio 1991. Gli schieramenti non trovano accordo e decidono di ricorrere a un lodo arbitrale.

- 20 giugno 1990: i tre arbitri Pietro Rescigno (designato Cir), Natalino Irti (Mondadori) e Carlo Maria Pratis (procuratore della Corte di Cassazione) sanciscono che l'accordo tra De Benedetti e i Formenton e' ancora valido a tutti gli effetti, le azioni Mondadori devono tornare alla Cir e De Benedetti ha il controllo del 50,3% del capitale ordinario e del 79% delle azioni privilegiate della Mondadori. Berlusconi e' costretto a lasciare la presidenza, ma prepara il ricorso.

- 24 gennaio 1991: i giudici della Corte d'Appello di Roma Arnaldo Valente, Giovanni Paolini e Vittorio Metta stabiliscono che il lodo arbitrale e' nullo perche' una parte dei patti del 1988 tra i Formenton e la Cir e' in contrasto con la disciplina delle societa' per azioni. Mondadori torna in mano a Berlusconi, ma i direttori e i dipendenti di alcune testate si ribellano e, dopo una complessa mediazione, Repubblica e L'Espresso tornano alla Cir mentre Panorama, Epoca e il resto della Mondadori restano alla Fininvest, che riceve 365 miliardi di lire come conguaglio per la cessione delle testate a De Benedetti.

- 1995: la teste Stefania Ariosto racconta ai pm milanesi che Valente e Metta erano amici intimi di Cesare Previti, avvocato Fininvest, e dice di avere sentito quest'ultimo parlare di tangenti a giudici romani. I magistrati rintracciano presunti movimenti sospetti di denaro che andavano da Fininvest ai conti esteri degli avvocati del Biscione e da questi al giudice Metta. Secondo l'accusa, Metta viene 'comprato' con un versamento da 425 milioni di lire.

- 19 giugno 2000: Berlusconi, Previti, Attilio Pacifico, Metta e Giovanni Acampora vengono prosciolti dall'accusa di corruzione dal gup Rosario Lupo. La Procura impugna il proscioglimento.

- 25 giugno 2001: la Corte d'Appello emette la sentenza sul ricorso per il Lodo Mondadori. Per Previti, Pacifico, Acampora e Metta si rovescia il proscioglimento e sono rinviati a giudizio. A carico di Berlusconi viene ipotizzato il reato di corruzione semplice, ma i fatti risalgono al 1991 e il reato e' gia' prescritto. A novembre, la Cassazione respinge il ricordo dei legali del Cavaliere per l'assoluzione nel merito. Nel maggio dell'anno successivo il processo per il Lodo viene riunito con quello Imi-Sir.

- 29 aprile 2003: Metta, Previti e Acampora sono condannati, mentre nei confronti di Berlusconi viene dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.

- 23 maggio 2005: sentenza ribaltata in appello: tutti assolti per la parte relativa al Lodo e condannati solo per Imi-Sir.

- 4 maggio 2006: annullata la sentenza d'appello del 2005. Si ordina il rifacimento del processo solo per il Lodo.

- 23 febbraio 2007: la Corte d'Appello condanna Previti, Pacifico e Acampora a un anno e mezzo e Metta a due anni e 8 mesi per corruzione giudiziaria. La Cassazione conferma le condanne il 13 luglio, alzando di un mese la pena a Metta.

- 3 ottobre 2009: il giudice civile Raimondo Mesiano stabilisce che la Fininvest di Berlusconi deve pagare 749,9 milioni di euro alla Cir per danno patrimoniale da "perdita di chance" perche' "grazie alla sentenza ingiusta resa dalla Corte d'Appello di Roma, la Fininvest pote' trattare con la Cir da posizioni di forza".

- 9 luglio 2011: in appello Fininvest viene condannata a versare oltre 564,2 milioni a Cir.

- 26 luglio 2011: la Cir riceve 564,2 milioni di euro, ma la cifra resta 'congelata' fino alla sentenza definitiva della Cassazione.

- 17 settembre 2013: La Cassazione conferma la condanna inflitta alla Fininvest con un ritocco al ribasso intorno ai 23 milioni. L'azienda di Berlusconi dovra' risarcire, quindi, circa 541 milioni al gruppo di De Benedetti.

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