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Economia
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C'è voluta la tirata d'orecchi del governatore di Bankitalia Visco per imporre al governo la nuova priorità. Va bene l'Imu, ok alla (discussa) legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Ma ora è tempo di provvedimenti sul lavoro. Lo stanziamento di un miliardo per la Cig in deroga è stata una misura importante ma rappresenta solo una toppa. Servono interventi più consistenti. Ad anticipare l'agenda di governo ci ha pensato il ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato. "Primo, il potenziamento del fondo di garanzia, che vuol dire mettere a disposizione più credito per le imprese". Se se dovesse sintetizzare questa misura in uno slogan, sarebbe "Zero tasse sulle nuove assunzioni". Sarà, ha spiegato Zanonato a La Stampa, "un'esenzione fiscale di tasse e contributi per l'intero montesalari di nuovi assunti a tempo indeterminato". La durata dell'intervento dipende dalla disponibilità delle casse statali.

L'Imu è già stata rimandata ma, per ora, non abolita. L'Europa e Visco lo hanno detto chiaramente: prima il lavoro, poi tasse sugli immobili e consumi. Come a dire che l'imposta sulla prima casa non è poi così importante. Il Pdl, però, ne ha fatto un punto d'onore e la trattativa per trovare una soluzione è serrata. Quanto all'aumento di un punto percentuale dell'Iva a luglio, la situazione resta complicata. Saccomanni spera ancora di scongiurarla. Ma, come ha affermato Zanonato, "in economia i miracoli non esistono. E se rinunceremo ai 4 miliardi già messi a bilancio per l'aumento dell'Iva, dovremo trovare altri 4 miliardi". E qui il governo si trova di fronte a un paradosso.

L'impatto sulla crescita dell'abolizione dell'Imu sarebbe nulla. Secondo la versione ufficiale, ribadita anche da Zanonato in omaggio agli equilibri di coalizione, servirebbe a "rilanciare la domanda interna". La stessa domanda che sarebbe frenata da un incremento dell'Iva. E' vero, le risorse non sono infinite. Ma rinunciare all'Imu sulla prima casa costerebbe più o meno quanto taglire un punto di Iva.

Ministri Beatrice Lorenzin

Sulla fiscalità agevolata, invece, nessun paradosso e nessuna frizione tra Pd e Pdl. Sembra si remi in un'unica direzione. Così come pare esserci totale accordo su un altro argomento che tocca ogni giorno le tasche delle famiglie italiane. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha confermato che nel 2014 non ci saranno nuovi ticket. "Una sentenza della Corte costituzionale nel 2012 ha stabilito che lo Stato ha usato uno strumento illegittimo. Quel punto della manovra è stato cancellato, tanto che il Documento di economia e finanza 2013 ha preso atto della sentenza e l'ha corretto. Quindi è già scritto, niente nuovi ticket". Quello dei nuovi ticket sanitari per Lorenzin "è un timore irrealistico se guardiamo la situazione del fondo sanitario nazionale". La spesa sanitaria, spiega, "e' nel settore pubblico la piu' conosciuta e dunque la piu' aggredibile. In quattro anni siamo riusciti a tagliare 4 miliardi di deficit sui 6 previsti. Un sacrificio immane per le Regioni e le strutture. Restano due miliardi da recuperare ma sono interventi sul territorio dove comunque sono gia' in atto importanti ristrutturazioni".

Nel giro del 2015, sottolinea il ministro, "il deficit dovrebbe essere rientrato. Non significa che finirà la fase del rigore. Ci sono altri margini di risparmio che si possono realizzare senza tagli lineari attraverso la programmazione regionale e iniziative di razionalizzazione come ad esempio portare a regime la sanita' elettronica, il riordino delle reti ospedaliere, la medicina di iniziativa, cioè di prevenzione attiva, l'assistenza domiciliare". In ogni caso una riforma complessiva della compartecipazione della spesa sanitaria sarebbe necessaria per renderla "più equa" ed è "un tema legato alla riforma fiscale e alla pressione sulle famiglie". Ma "in questa fase economica bisogna stare attenti che eventuali contributi modulati diversamente non abbiamo una ricaduta negativa". E sul fronte dei ai rapporti con il ministero dell'Economia "non abbiamo complessi di inferiorità - spiega Lorenzin - ho trovato in Saccomanni un interlocutore sensibile ai problemi sociali. Non ci sono poliziotti buoni e cattivi, miriamo ambedue allo stesso obiettivo".

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