Economia
Meloni in prima linea al G7: al vaglio la questione dei beni russi congelati
I leader dei G7 stanno valutando di usare gli asset congelati russi per aiutare l'Ucraina, con un'impegno finanziario iniziale di ci
G7 e Meloni, sul tavolo i beni congelati alla Russia e la questione Ucraina. La minaccia di Pechino
Giorgia Meloni, forte del successo alle elezioni europee, si prepara a guidare l'Italia nel vertice del G7 presso a Borgo Egnazia il resort di extralusso, nella provincia di Brindisi. Al centro delle discussioni vi è la questione dei beni russi congelati. Sotto l'influenza degli Stati Uniti, i leader dei sette paesi più industrializzati del mondo stanno esaminando la possibilità di imporre nuove sanzioni alla Russia e di utilizzare gli asset congelati per sostenere l'Ucraina, con una stima iniziale di circa 50 miliardi di dollari.
Come riportato da La Stampa, Ursula von der Leyen aveva già anticipato che al G7 si discuterà su come massimizzare il beneficio per l'Ucraina dall'utilizzo degli asset russi congelati, ribadendo la responsabilità della Russia per le proprie azioni. Secondo fonti dell'Unione Europea, il G7 potrebbe approvare la proposta degli Stati Uniti di erogare prestiti garantiti dai proventi futuri degli asset russi all'Ucraina. Tuttavia, permangono divergenze tra Stati Uniti ed Europa riguardo ai dettagli e ai possibili ostacoli giuridici.
D'altro canto l'Unione Europea aveva già fatto un primo passo in questa direzione a maggio, consentendo l'utilizzo dei rendimenti generati dai beni congelati, ma l'annuncio previsto al G7 mira a rafforzare ulteriormente queste misure. Tuttavia, l'eventuale decisione del G7 potrebbe anche influenzare le banche cinesi coinvolte negli affari con la Russia.
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L'obiettivo è quello di fornire ulteriori aiuti all'Ucraina da parte dei paesi del G7 e dell'Ue, sfruttando gli extra profitti derivanti dagli asset russi congelati in Occidente, che ammontano a circa 300 miliardi di dollari, principalmente localizzati nei paesi dell'Unione europea, con il Belgio in primo piano. Per Mosca si tratterebbe di "un furto", mentre Pechino teme di rimanere schiacciata, sebbene indirettamente, in questa stretta." Non accetteremo alcuna misura unilaterale illegale. La normale cooperazione economica e commerciale tra Cina e Russia non sarà interrotta da alcun soggetto terzo", ha affermato Pechino. Il vertice di Borgo Egnazia potrebbe decidere di colpire anche le banche cinesi che aggirando le sanzioni continuano a fare affari con la Russia.
In parallelo, Meloni sta avviando diversi colloqui con i suoi omologhi europei per definire la composizione della prossima Commissione Europea. Evitando di precipitarsi nelle trattative, si sta concentrando sul successo del summit pugliese, avvalendosi del supporto di figure come Elisabetta Belloni, potenziale candidata per un ruolo di rilievo a Bruxelles.