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Social e accuse di dipendenza, Meta cede e patteggia: pagati 16,7 miliardi

Chiuso il processo in California: accettati paletti stringenti sui prodotti

Social e accuse di dipendenza, Meta cede e patteggia: pagati 16,7 miliardi
UNITED STATES – MARCH 26: Mark Zuckerberg, CEO of Meta, is seen in the U.S. Capitol after a meeting in the office of Senate Majority Leader John Thune, R-S.D., on Thursday, March 26, 2026. (Tom Williams/CQ Roll Call/Sipa USA)

Accordo storico negli USA: Meta paga 17 miliardi per proteggere i giovani dai social

Svolta monumentale e possibile punto di svolta per il settore dei social media, finora in gran parte sfuggito al controllo normativo sui danni ai minori. Meta ha siglato un accordo storico con 47 Stati americani, il Distretto di Columbia e i territori degli Stati Uniti, impegnandosi a pagare sanzioni fino a 17,1 miliardi di dollari e ad apportare modifiche sostanziali ai propri prodotti. L’intesa mira a risolvere le accuse secondo cui le sue piattaforme, create in modo da generare dipendenza, avrebbero messo a rischio la salute mentale e la sicurezza dei giovanissimi.

In quella che viene descritta come una clamorosa capitolazione, la società fondata da Mark Zuckerberg ha accettato le sanzioni per violazione delle leggi federali sulla privacy dei minori e delle norme statali a tutela dei consumatori. L’accordo, tra i più alti mai pagati da una società tecnologica agli Stati USA, pone di fatto fine al processo federale in corso presso il tribunale del distretto settentrionale della California a Oakland, proprio mentre la causa era in pieno svolgimento. I dettagli dell’intesa sono stati depositati questa mattina dagli Stati coinvolti presso il medesimo tribunale, dove si attende l’approvazione formale della giudice Yvonne Gonzalez Rogers.

L’impatto economico e operativo su Meta sarà profondo: il colosso dei social — proprietario di Facebook e Instagram — si è impegnato a limitare il tempo che gli adolescenti possono trascorrere sulle piattaforme e a vietare le funzionalità che alimentano problemi di salute mentale. Questa scelta inciderà direttamente sul cuore del proprio modello di business, storicamente fondato sul massimo coinvolgimento degli utenti a fini pubblicitari.

Ciò nonostante, i mercati finanziari hanno accolto con sollievo la chiusura del contenzioso principale: a Wall Street i titoli di Meta sono saliti del 4,1%, allontanando lo spauracchio delle richieste risarcitorie avanzate da Stati come California, Colorado, Kentucky e New Jersey, che chiedevano circa 200 miliardi di dollari per i danni causati ai minori. L’azienda di Menlo Park non ha tuttavia azzerato tutti i fronti legali: nei prossimi mesi dovrà infatti affrontare in tribunale numerose altre cause promosse da distretti scolastici e privati cittadini.

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