
Tronchetti e Malacalza? Ora è ufficiale. C’eravamo tanto amati, con tanto di contratto che definisce il divorzio nei dettagli. Dettagli che, secondo quanto comunicato al mercato dal gruppo della Bicocca, sono “in corso di completamento“. Quindi, dopo l’estenuante trattativa, l’intesa generale c’è. Ora bisogna definire tutti gli ultimi aspetti della sepazione definitiva delle strade dei due imprenditori.
Intanto, il mercato festeggia per il riassetto in dirittura d’arrivo nella Galassia Pirelli, una pace per la fuoriuscita della famiglia genovese dalle holding a monte del colosso degli pneumatici e che, come spiegato anche nei giorni scorsi dall’amministratore delegato di UniCredit Federico Ghizzoni che prenderà parte al riassetto societario, darà stabilità all’assetto azionario di Pirelli. Cosa di cui ha bisogno la Bicocca.
Sospesi ieri per tutta la seduta di Borsa e riammessi stamattina un po’ a sorpresa senza nessuna informativa fornita al mercato, una nota congiunta di Marco Tronchetti Provera spa, Clessidra, Intesa Sanpaolo e Unicredit, gli attori protagonisti dell’operazione che porterà al lancio di un’Opa su Camfin che ha in pancia il 26,19% di Pirelli, ha fatto sapere dopo il suono della campanella a Piazza Affari che le trattative per definire gli accordi sul riassetto Camfin sono “in corso di completamento”.

“Sono in corso di completamento le attività per la definizione degli accordi relativi a un’operazione di investimento in Camfin volta al riassetto della relativa struttura proprietaria anche a seguito della ipotizzata cessazione della partnership tra Mtp & c. Spa, Mtp Spa e Gpi da una parte e Malacalza investimenti dall’altra. Seguiranno – ha concluso la nota – ulteriori comunicazioni”. Prima della nota annunciata ieri sul riassetto Camfin, i titoli sono partiti a razzo: Camfin saliva del 4,8% a 0,8965 euro e Pirelli dell’1,34% a 9,065 euro.
La struttura dell’operazione, secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe quella di uno scioglimento di Gpi con l’attribuzione a ogni socio della sua quota parte di Camfin: Tronchetti Provera avrà il 29,5% e i Malacalza il 13,19%, più il 12,37% posseduto direttamente, arrivando al 25,56%. il presidente della Pirelli conferirebbe poi la sua partecipazione (e al suo fianco ci sarebbero anche la famiglia Acutis con l’8% e Massimo Moratti con il 2,5%) nel veicolo creato ad hoc da Clessidra.
Il fondo guidato da Claudio Sposito, insieme a Intesa e Unicredit, parteciperebbero attraverso un aumento di capitale e a quel punto tutto sarebbe pronto per lanciare un’Opa su Camfin a un prezzo medio tra il valore di conferimento delle partecipazioni in Camfin alla newco e i prezzi di mercato con l’obiettivo di toglierla dal listino. La novità riguarda l’uscita dei Malacalza che riceverebbero il loro pro-quota in azioni Pirelli in funzione del debito che si accollerebbero: fino al 6,7% con circa 100 milioni di euro di debito oppure il 4% senza debito.
