La vittoria di Donald Trump alle presidenziali Usa e il conseguente clima di volatilita’ e incertezza sui mercati finanziari potrebbero fermare la mano della Federal Reserve, ma solo nel breve periodo. “L’impatto immediato” della vittoria del candidato repubblicano “sara’ sulla Fed. La probabilita’ di un rialzo dei tassi di interesse a dicembre, seguito da altri due nel 2017, e’ fortemente diminuita”, sottolinea Dominic Rossi, Cio azionario di Fidelity International.
Il successo di Trump significa che e’ improbabile che la Federal Reserve vada avanti con il tanto atteso rialzo dei tassi di interesse a dicembre, ribadiscono gli analisti di Commerzbank, giustificando questa ipotesi con lo sconvolgimento dei mercati globali in scia alla vittoria del repubblicano. “La Fed e’ molto piu’ sensibile al sentiment economico esterno ora rispetto a qualsiasi momento del passato, e di conseguenza i mercati possono accantonare, per il momento, l’idea che la Banca centrale aumenti i tassi”, sostiengono gli esperti. E’ probabile che la Federal Reserve rimandi l’azione a inizio primavera, conferma anche Otmar Lang, capo economista di Targobank.
L’aumento della volatilita’ di mercato e geopolitica potrebbe indurre le Banche centrali, compresa la Fed, a interrompere, almeno temporaneamente, il loro processo di inasprimento, prosegue Quentin Fitzsimmons, gestore obbligazionario globale di T. Rowe Price Fitzsimmons. “Quando devono far fronte alla volatilita’, le banche centrali tendono a fingere che il problema non esista, sperando che si risolva da se’, o magari a prolungare i loro cicli di allentamento.” A essere soggetto a pressioni particolarmente forti sara’ il presidente della Fed, Janet Yellen, che Trump ha gia’ minacciato di sostituire.
“La credibilita’ della Fed verra’ messa in discussione”, avverte Fitzsimmons, “e questa e’ una questione di rilevanza internazionale, non solo nazionale”. Il repubblicano ha infatti criticato da sempre la politica monetaria accomodante della Federal Reserve e “probabilmente cerchera’ un nuovo governatore con una visione piu’ da falco al termine del mandato della Yellen”, conferma James Butterfill, Head of Research & Investment Strategy per Etf Securities. Con Trump poi, spiegano da Nomura, ci sarebbe una maggiore probabilita’ di stimolo fiscale, ma il presidente potrebbe introdurre un regime fortemente protezionistico al commercio, che condurrebbe a un’inflazione elevata. Tirando le somme quindi la Fed potrebbe restare ferma in un primo momento, ma rischierebbe poi di dover accelerare il ritmo di inasprimento a fronte dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo.


