di Dom Serafini
Non bastava Trumpusconi, cioé che Donald Trump sia molto simile a Silvio Berlusconi (eccetto per l’etá e statura…fisica, anche l’ossessione per i capelli é identica!), ora il collegamento con l’Italia spunta anche in un articolo de il “New York Times” che indica il filosofo italiano Julius Evola (nella foto sotto), come l’ispirazione ideologica dell’amministrazione del nuovo presidente americano.
Secondo la ricostruzione del “Times”, Stephen (Steve) K. Bannon, il consulente ideologico del presidente Trump, appartiene ad un filone dell’ultra destra che si identifica con la filosofia post-fascista ideata da Evola che in America viene definita alt-right (alternative right) ed é addirittura piú a destra del Tea Party. Un rappresentante del Tea Party nell’amministrazione di Trump é l’italo-americano di origini abruzzesi Mike Pompeo, ora direttore della Cia.

Il barone Giulio (Julius) Cesare Evola, nato e morto a Roma nel 1974 all’etá di 76 anni, é considerato da Richard Spencer, uno dei leader dell’ultra destra americana, come il piú affascinante uomo del 20mo secolo, tanto da essere citato nel discorso che Spencer fece alla conferenza dell’alt-right per celebrare la vittoria di Trump. Evola é ammirato anche dall’ultra destra greca e da quella ungherese ed é argomento di studi all’Universitá Aarthus, in Danimarca. Sul sito web di Bannon, Evola é indicato come “uno dei pensatori i cui scritti hanno creato le fondamenta su cui si basa il movimento alt-right”.
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É interessante notare che, mentre il pensiero evoliano si basa sul razzismo e, per alcuni aspetti, anche anti-semitismo, un altro consulente di Trump, il genero Jared Kushner (sposato con Ivanka Trump), é un ebreo ortodosso, ex democratico liberale molto legato ad Israele. É possibile che la Casa Bianca abbia preferito basarsi su altri critici che posizionano Evola come colui che ha “condannato apertamente il ‘fanatismo antisemita’, che ha stabilito che “gli ebrei non sono una razza ma solo una nazione” e che “l’appartenenza ad una razza si individua sulla base delle caratteristiche spirituali, e solo in seguito fisiche.
”Prima di diventare il capo della campagna presidenziale di Trump e poi “White House Chief Strategist”, il 63enne Bannon era un ricco banchiere e produttore cinematografico. Il “New York Times” fa risalire il primo riferimento ufficiale che Bannon fa a Evola, ad una sua presentazione del 2014 in Vaticano.

