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Crimea, i mercati bocciano l’invasione: borse a picco, crolla il rublo

Crimea, i mercati bocciano l’invasione: borse a picco, crolla il rublo
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Crimea, i mercati bocciano l’invasione: borse a picco, crolla il rublo
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L’invasione russa della Crimea è stata bocciata dai mercati. Le borse europee chiudono in forte calo. Il Dax di Francoforte cede il 3,44% a 9.358,89 punti, il Cac 40 di Parigi perde il 2,66% a 4.290,87 punti, il Ftse Mib di Milano scivola del 3,34% a 19.759,69 punti, il Ftse 100 di Londra arretra dell’1,49% a 6.708,35 punti, l’Ibex di Madrid lascia sul terreno il 2,33% a 9.878,7 punti. Particolarmente colpito il settore bancario. Tra i titoli piu’ venduti Commerzbank (-5,67%) e SocGen (-5,19%). Molto pesante anche il comparto costruzioni a Madrid (Sacyr -4,94%, Fomento -5,09%).

PIAZZA AFFARI – Per Piazza Affari una giornata sul filo del rasoio, iniziata subito con un forte passivo (-2,2% il primo indice) e proseguita sulla stessa falsariga con perdite che si sono ampliate nel finale e che fanno di Milano il peggior mercato tra quelli europei. Nel mirino i bancari, in particolare Unicredit, la piu’ esposta in Ucraina, e Buzzi, anch’essa operativa nel paese. Unicredit accusa cosi’ una perdita del 6,16%. Nel comparto Intesa cede il 4,01%, Ubi il 5,01%, Bper il 4,50%, Banca Carige il 5,40%. Per Banco Popolare, che sabato ha approvato in assemblea l’aumento di capitale, il calo si ferma al 2,13%. Tra gli assicurativi cede la coppia Unipol (-5,25%) e UnipolSai (-6,13%). Nell’energia vanno meglio i difensivi tradizionali come Terna (-1,35%) e Snam (-1,79%). Enel cede il 3,60%, Eni il 2,06%. Prese di beneficio su Saras (-7,03%) dopo i forti rialzi precedenti. Telecom accusa un -3,52%, Pirelli -3,89%, Fiat -2,31%. Forte ribasso per Buzzi (-8,08%) attiva in Ucraina con la controllata Dyckerhoff. Nel settore male anche Cementir (-10,90%). Ribassi superiori alla media anche nel lusso, con Geox -7,22%, Yoox -4,36%, Ferragamo -3,28%, Damiani -5,11%. Tra i media Rcs cede il 7%.

SPREAD – Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi chiude stabile a 190 punti per un tasso del 3,45%. Si mantiene il vantaggio sul differenziale Bonos/Bund, che segna 195 punti per un rendimento del 3,50%. Secondo il Ft a far scendere il tasso del decennale dei periferici sono anche le voci che la Bce potrebbe lanciare a breve un programma di quantitave easing, focalizzato sull’acquisto di bond governativi e finalizzato a contrastare la bassa inflazione europea.

MOSCA – Le tensioni in Ucraina hanno avuto un duro impatto sui mercati finanziari russi. Il Micex, il principale indice della borsa di Mosca, ha chiuso in calo dell’11% mentre l’indice Rts delle azioni denominate in dollari ha perso il 12%. Il rublo ha toccato nuovi minimi storici sull’euro e sul dollaro nonostante l’inatteso rialzo del costo del denaro deciso da Mosca. Stamane la banca centrale russa ha portato i tassi di interesse di riferimento dal 5,5% al 7% nel tentativo di scongiurare il deprezzamento della valuta russa, aggravato dalla crisi in Ucraina. “La decisione ha lo scopo di scongiurare l’apparizione di rischi per l’inflazione e la stabilita’ finanziaria legati all’accresciuta volatilita’ dei mercati finanziari”, si legge nella nota diramata dall’istituto, che non menziona nello specifico l’Ucraina.

TOKYO – Gli analisti avevano previsto che i mercati russi avrebbero accolto con forti perdite il via libera’ parlamentare ottenuto sabato da Vladimir Putin all’intervento armato in Ucraina. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha perso l’1,27% e chiuso a quota 14652,23 punti condizionata dai venti di guerra che soffiano dalla Russia verso l’Ucraina.

BENI RIFUGIO – Inevitabile sui mercati la corsa ai beni rifugio. Il prezzo dell’oro sale al top da 4 mesi sulla scia della crisi in Ucraina. Lo rivela Bloomberg. A Londra il prezzo dell’oro sale dell’1,7% a 1.348,58 dollari l’oncia, il massimo dallo scorso 30 ottobre. Forti tensioni si registrano anche sul mercato valutario con il netto apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro e il calo dell’euro rispetto al biglietto verde, dopo il forte recupero messo a segno nelle ultime sedute. Sul fronte delle commodities  le quotazioni del petrolio raggiungono i 104 dollari al barile con un rialzo di quasi un punto e mezzo percentuale rispetto al close di venerdì scorso.