Ue-Mercosur, possibile svolta dopo 25 anni: dall'Italia fumata bianca, Meloni dice sì all'intesa con il Sudamerica - Affaritaliani.it

Economia

Ultimo aggiornamento: 17:33

Ue-Mercosur, possibile svolta dopo 25 anni: dall'Italia fumata bianca, Meloni dice sì all'intesa con il Sudamerica

L’eventuale via libera italiano consentirebbe all’Unione europea di procedere alla firma del trattato con i quattro Paesi sudamericani del Mercosur, che potrebbe avvenire già il 12 gennaio in Paraguay

di Chiara Feleppa

Ue-Mercosur, possibile svolta dopo 25 anni di trattative: dall'Italia fumata bianca, Meloni dice sì all'intesa con il blocco economico sudamericano

L’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur - il blocco economico che riunisce Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay - sembra avvicinarsi a un punto di svolta decisivo, con l’Italia pronta a rivedere la propria posizione e ad allinearsi al fronte favorevole.

Un passaggio che potrebbe sbloccare un’intesa negoziata per oltre venticinque anni - tra le più lunghe e complesse della politica commerciale europea - e destinata a incidere in modo significativo sui rapporti commerciali tra Europa e Sud America. Infatti, l'accordo punta a ridurre dazi e barriere commerciali, così da facilitare lo scambio di beni e servizi tra le due aree.

Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, Roma sarebbe orientata a esprimere un parere positivo nel corso della riunione degli ambasciatori Ue, in programma il 9 gennaio. Si tratterebbe di  segnale politico rilevante, perché l’Italia è considerata uno degli ultimi Paesi in grado di rallentare l’iter dell’accordo, discusso senza successo per oltre due decenni. 

L’eventuale via libera italiano consentirebbe all’Unione europea di procedere rapidamente alla firma del trattato con i quattro Paesi sudamericani del Mercosur, che potrebbe avvenire già il 12 gennaio in Paraguay, attuale presidente di turno del blocco regionale. Da Palazzo Chigi, tuttavia, non arrivano conferme ufficiali e fonti diplomatiche sottolineano che il dossier resta ancora aperto sotto alcuni profili. 

La firma dell’accordo era inizialmente prevista per il 20 dicembre in Brasile, ma era stata rinviata nelle scorse settimane proprio a causa delle perplessità espresse da Italia e Francia. Entrambi i Paesi avevano chiesto maggiori tutele per il comparto agricolo europeo, ritenuto particolarmente esposto alla concorrenza sudamericana.

Nello specifico, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe posto l’accento sulla necessità di introdurre meccanismi di salvaguardia e di destinare risorse aggiuntive del bilancio Ue a sostegno degli agricoltori. A confermare un clima di maggiore apertura è intervenuta anche la Commissione europea: "Nelle ultime due settimane si sono intensificati i contatti e sono stati compiuti passi avanti concreti", ha dichiarato a Bruxelles la portavoce Paula Pinho, lasciando intendere che la conclusione dell’accordo potrebbe essere ormai imminente.

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