Dopo l’ok della Camera Usa a una legge che smonta alcune parti dell’Obamacare, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump festeggia anche il rafforzamento del mercato del lavoro. Secondo quanto riferito dal dipartimento al lavoro, in aprile le aziende americane hanno creato molta più occupazione del previsto, mentre il tasso di disoccupazione è calato ai minimi da maggio 2007, dal 4,5 al 4,4%, mentre le previsioni erano per un aumento al 4,6%. Negli Stati Uniti sono stati creati 211.000 posti di lavoro, mentre gli analisti attendevano un aumento di 188.000 unità. Il mercato del lavoro conferma dunque di essere tonico come sostenuto dalla Federal Reserve mercoledì scorso, alla fine della sua riunione in cui ha lasciato fermo il costo del denaro. Salgono all’83% dal 78,5% le probabilità di un rialzo dei tassi nella riunione di giugno.
Il mercato, come la Fed, sembra convincersi del fatto che la recente debolezza dell’economia sia stata transitoria. Nelle ultime ore Trump ha messo a segno alcuni successi legislativi. Tuttavia, l’approvazione delle proposte e’ stata una vittoria a meta’ per l’inquilino della Casa Bianca, che non e’ riuscito a farsi riconoscere le proprie priorita’. Innanzitutto, la Camera statunitense ha approvato una legge che modifica molte parti dell’Obamacare, dando nuova linfa alla proposta che aveva vacillato piu’ volte e facendo un passo avanti rispetto alla promessa del presidente Trump di modificare il sistema di sanita’ pubblica. La legge e’ passata con 217 voti a favore e 213 contro, con 20 repubblicani che si sono espressi contro la proposta e nessun supporto dai democratici.
La legge ha davanti a se’ un futuro incerto al Senato, dove diversi repubblicani hanno gia’ mostrato preoccupazioni su alcuni dei punti principali. “Il nuovo sistema sanitario disegnato dall’American Healthcare Act (Aha) avra’ effetti sulla maggior parte degli individui e potrebbe avere riflessi di rilievo sulle elezioni midterm del 2018”. Lo ricordano gli strategist di Intesa Sanpaolo, puntualizzando che “la legge deve ora andare al Senato, dove avra’ vita anche piu’ difficile che alla Camera, visto il minore margine di voti e il maggior peso dei moderati repubblicani. E’ da prevedere i negoziati in Senato si protrarranno per diverse settimane, con difficili equilibri, e che la legge dovra’ poi tornare alla Camera in una versione diversa da quella approvata ieri, occupando l’attivita’ del Congresso e ritardando ulteriormente i lavori sulla riforma delle imposte”.
Il Senato ha poi approvato un bilancio da 1.100 miliardi di dollari per finanziare il Governo entro il 30 settembre, evitando una paralisi del Governo. Il disegno di legge, che esclude alcune di quelle che sono state le priorita’ manifestate in campagna elettorale e nei primi cento giorni di presidenza dal Donald Trump, e’ passato con 79 voti favorevoli al Senato. Con l’approvazione del Senato, la spesa militare statunitense e’ stata incrementata di 19,9 miliardi di dollari rispetto all’anno fiscale 2016. Tuttavia, la richiesta principale del presidente per finanziare un muro lungo il confine con il Messico e’ stata altresi’ esclusa dal disegno di legge.
In ultima istanza, il Comitato per i servizi finanziari della Camera ha approvato, con 34 voti favorevoli e 26 contrari, la proposta repubblicana per la revisione e l’annullamento di alcuni punti cruciali della regolamentazione finanziaria sancita dalla legge Dodd-Frank del 2010. Il nuovo piano finanziario dovra’ essere definitivamente approvato nelle prossime settimane. La legislazione introdotta dal presidente del panel, il repubblicano Jeb Hensarling, prevede un alleggerimento dei requisiti normativi richieste alle banche finche’ esse soddisfano determinati requisiti patrimoniali, sottopone le banche agli stress test ogni due anni anziche’ ogni anno, abroga la regola di Volcker, che limita le banche nell’investire i depositi assicurati dai contribuenti.
Inoltre, la proposta implica la ristrutturazione del Consumer Protection Protection Office, un’agenzia creata in risposta alla crisi finanziaria. Il mondo della finanza tedesca e’ scettico su Donald Trump, aspettandosi poche buone notizie dalla sua presidenza, secondo quanto evidenziato da un sondaggio realizzato dal Center for Financial Studies di Francoforte. I commenti del presidente Usa e la deregolamentazione finanziaria hanno infatti preoccupato i finanziatori tedeschi. “Quest’incertezza da sola sta danneggiando l’economia globale”, afferma il direttore esecutivo di Cfs, Volker Bruhel.

