Vacanze, la media italiana è scesa a 2,7 giorni: nel 2019 erano il doppio. La pausa estiva si è ridotta a un weekend lungo
C’è un numero che manca ogni anno dal racconto dell’estate italiana. Non è il prezzo medio di un volo, non è il tasso di occupazione alberghiera. È il valore di tutto il riposo che gli italiani hanno guadagnato, messo da parte e non hanno mai consumato. Il Centro Studi Gambling.com lo ha calcolato per la prima volta: circa 5 miliardi di euro. Tanto valgono le ferie accumulate e non godute dai circa 19 milioni di lavoratori dipendenti italiani, sulla base di una stima conservativa di 3 giorni residui pro capite e una retribuzione giornaliera media lorda di 88 euro (elaborazione su dati ISTAT 2025).
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Per dare la misura: è lo stesso ordine di grandezza dell’intero giro d’affari della settimana di Ferragosto – la settimana più trafficata dell’anno turistico italiano. Gli italiani lasciano sul tavolo, ogni anno, l’equivalente di un Ferragosto intero.
I dati sul comportamento turistico confermano la tendenza da un’altra angolazione. La permanenza media delle vacanze estive 2026 è scesa a 2,7 giorni (Salabam Solutions). Solo il 36,4% degli italiani si concede una vacanza lunga, contro il 51,1% della media europea. Non è una questione di budget – è che il tempo per farlo, sempre più spesso, non c’è davvero.
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Il fenomeno ha una scadenza precisa: il 30 giugno 2026. Per legge (D.Lgs. 66/2003) è il termine entro cui devono essere godute le ferie maturate nel 2024. Passata quella data, quei giorni non tornano. Evaporano – con tutto il loro valore economico e il riposo che rappresentano.
“I dati evidenziano un paradosso – osserva il Centro Studi Gambling.com: mai come quest’estate gli italiani cercano vacanze più brevi e più economiche. Eppure hanno in banca miliardi di euro di riposo già pagato che non riescono a usare. La vacanza non è diventata più cara. È diventata più difficile da prendere”.

