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Vacanze, sempre più soggiorni brevi e partenze all’ultimo minuto: ecco come è andata l’estate degli italiani

Confturismo traccia il bilancio dell’estate: un italiano su quattro non è partito, mentre aumentano le ferie spezzettate

Vacanze, sempre più soggiorni brevi e partenze all’ultimo minuto: ecco come è andata l’estate degli italiani
Foto generata con l’IA

Le vacanze degli italiani cambiano, tra soggiorni sempre più frammentati, partenze decise all’ultimo e rinunce. Un italiano su quattro non è andato in ferie durante l’estate, mentre molti altri si sono concessi soltanto pochi giorni. È quanto emerge dall’indagine di Confturismo-Confcommercio presentata in occasione del TTG Travel Experience di Rimini.

Un italiano su quattro senza ferie, mentre aumentano i soggiorni brevi e le partenze improvvisate

Un italiano su quattro non è andato in vacanza durante l’estate 2026. Un altro 16% si è concesso al massimo tre pernottamenti, mentre il 45% ha preferito distribuire le ferie su più periodi separati. Sono i risultati della ricerca di Confturismo-Confcommercio, diffusa in occasione del TTG Travel Experience di Rimini, che analizza come sono cambiate le abitudini dei viaggiatori italiani.

Secondo l’indagine, circa quattro italiani su dieci non sono partiti affatto oppure hanno trascorso fuori casa non più di tre notti. La vacanza principale resta comunque un soggiorno di almeno sei giorni per il 56% dei viaggiatori.

Anche i programmi iniziali hanno subito frequenti cambiamenti. Il 22% degli italiani ha cancellato almeno una vacanza che aveva previsto di fare, mentre il 18% ne ha organizzata almeno una all’ultimo minuto.

Vacanze last minute, settembre il mese con più rinunce

Settembre è stato il mese caratterizzato dalla maggiore incertezza. Secondo Confturismo, le rinunce hanno riguardato il 50% delle vacanze inizialmente programmate per quel periodo. Allo stesso tempo, quasi quattro vacanzieri su dieci hanno scelto di organizzare un soggiorno last minute.

Agosto rimane il mese preferito, scelto dal 45% dei viaggiatori per la vacanza principale. Seguono luglio con il 23%, giugno con il 17% e settembre con il 15%. Le decisioni prese durante il viaggio hanno inciso anche sulle attività. Il 42% dei turisti ha modificato il programma una volta arrivato a destinazione. Chi aveva organizzato le visite con maggiore anticipo è riuscito generalmente a svolgere più attività di quelle previste, mentre chi non aveva pianificato ha finito per farne meno di quante desiderasse.

Il 44% dei viaggiatori ha dovuto prenotare obbligatoriamente almeno un’attività o un’esperienza. Il 19%, invece, non è riuscito ad accedere ad almeno un’attrazione a causa del sovraffollamento, soprattutto durante i soggiorni all’estero.

Mare ancora preferito, ma il caldo favorisce la montagna

L’Italia rimane la destinazione prevalente per le vacanze degli italiani. Il mare continua a essere la scelta principale, con il 70% dei viaggiatori che ha trascorso almeno un periodo in una località balneare. Il 30% ha scelto anche la montagna, mentre quasi un italiano su tre ha visitato una grande città o una città d’arte. Il 13% ha organizzato una vacanza itinerante, spostandosi tra diverse destinazioni. Il caldo dell’estate ha favorito le località montane anche nel comparto del turismo all’aria aperta. I circa 2.600 campeggi e villaggi turistici italiani hanno registrato complessivamente un aumento del 2% delle presenze rispetto al 2025.

Nelle strutture delle località montane, le presenze dei turisti stranieri sono cresciute del 3,4%, mentre quelle degli italiani sono aumentate dell’1,2%. Sostanzialmente stabili, invece, le località balneari. Per quanto riguarda gli alloggi, il 69% dei viaggiatori ha trascorso almeno una notte in albergo o in un bed and breakfast. Il 31% ha soggiornato in una seconda casa oppure è stato ospitato da amici o parenti, mentre il 25% ha utilizzato un’abitazione in affitto. Le modalità di soggiorno possono sovrapporsi per chi ha fatto più vacanze.

Quanto hanno speso gli italiani in vacanza? Il budget supera le previsioni

Le spese hanno rappresentato un’altra difficoltà per chi è partito. Il 32% dei viaggiatori ha speso più di quanto preventivato, mentre soltanto il 9% è riuscito a spendere meno del budget iniziale. Durante i soggiorni gli italiani hanno continuato a privilegiare la scoperta dei territori e le attività culturali, praticate dall’89% dei viaggiatori. Il 60% ha letto almeno un libro durante le ferie, il 54% ha fatto escursioni nella natura e il 24% ha scelto almeno un’esperienza legata al benessere.

A commentare i risultati è Manfred Pinzger, presidente di Confturismo-Confcommercio: “Il turismo – dice Manfred Pinzger, presidente Confturismo Confcom – sta cambiando pelle: le vacanze sono sempre più frammentate e destagionalizzate, con viaggiatori alla ricerca di esperienze personalizzate, dal turismo sostenibile al cicloturismo. Questa evoluzione rappresenta una grande opportunità per il nostro Paese, ma anche una sfida per le imprese della filiera. Come sistema di rappresentanza, abbiamo il compito di accompagnarle in questo cambiamento, investendo sulla qualità dell’offerta e favorendo una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici durante tutto l’anno”.

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