Ilenja Sabato non fa più parte della Polizia locale di Milano. La commissaria, finita al centro dell’inchiesta della Procura sui presunti arresti illegali effettuati da alcuni agenti del Corpo, ha presentato nei giorni scorsi le proprie dimissioni. A confermare la decisione è stato il suo avvocato, Giovanni Briola. Sabato, già sospesa dal servizio, era alla guida dell’unità Investigazioni e prevenzione, il reparto coinvolto negli accertamenti della magistratura milanese.
La decisione arriva in una fase delicata del procedimento giudiziario. La Procura ha infatti avanzato una nuova richiesta di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’ex commissaria e di altri cinque agenti che operavano sotto la sua direzione. Al centro dell’inchiesta ci sono una decina di arresti che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati eseguiti senza i necessari presupposti di legge.
Arresti irregolari e verbali alterati: le accuse agli agenti
Gli investigatori stanno ricostruendo le modalità con cui il gruppo avrebbe effettuato diversi arresti, accompagnati da verbali che, secondo la Procura, sarebbero stati modificati per giustificare gli interventi. In particolare, nei documenti sarebbero state riportate situazioni di flagranza di reato e condotte di resistenza che non avrebbero trovato conferma nelle conversazioni intercettate tra gli stessi agenti.
Dalle intercettazioni sarebbe emerso anche il ruolo attribuito dai colleghi alla commissaria. Alcuni di loro avrebbero descritto una particolare insistenza di Sabato nel voler aumentare il numero degli arresti, collegandola alla volontà di ottenere un avanzamento di carriera. Si tratta di elementi al vaglio dell’autorità giudiziaria, sui quali le difese contestano la ricostruzione accusatoria.
La commissaria respinge le contestazioni e chiede la revoca dei domiciliari
L’ex responsabile dell’unità Investigazioni e prevenzione, già sottoposta agli arresti domiciliari, è stata interrogata martedì 13 ottobre per diverse ore davanti al gip Elio Sparacino. Nel corso dell’interrogatorio ha respinto le contestazioni, fornendo la propria versione dei fatti e chiarimenti sugli episodi oggetto dell’indagine. Le dimissioni dalla Polizia locale rappresentano ora un elemento rilevante nella linea difensiva dell’avvocato Briola, che ha chiesto al giudice di non accogliere la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura.
Secondo il legale, infatti, non sussisterebbero più le esigenze cautelari alla base della richiesta. Sabato era già stata allontanata dal servizio e si trovava agli arresti domiciliari. Inoltre, il contenuto del suo telefono cellulare sarebbe già stato acquisito dagli inquirenti. Circostanze che, per la difesa, escluderebbero tanto il pericolo di reiterazione dei reati quanto quello di inquinamento delle prove.
Spetta adesso al giudice Elio Sparacino pronunciarsi sulla richiesta formulata dai pubblici ministeri Giovanni Tarzia e Francesca Celle, che hanno sollecitato la custodia cautelare in carcere per Sabato e per gli altri cinque agenti coinvolti. Il gip si è riservato la decisione, senza che sia previsto un termine preciso entro il quale debba pronunciarsi. L’inchiesta prosegue per chiarire le responsabilità individuali e verificare la fondatezza delle accuse relative ai presunti arresti illegali e alla falsificazione degli atti.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


