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Economia

Le finanze vaticane ancora più trasparenti. Con uno scarno comunicato, la Santa Sede ha annunciato la firma del Memorandum d'intesa per la cooperazione tra AIF (l'Autorità d'Informazione Finanziaria, l'antiriciclaggio del Vaticano) e il FinCEN, Financial Crimes Enforcement network degli USA per la lotta al riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Il memorandum è stato firmato dal direttore dell'AIF, lo svizzero René Brülhart, e il direttore FinCEN Jennifer Shasky Calvery. Secondo Brülhart: “Questa è una chiara indicazione di come la Santa Sede e lo Stato della Città del Vaticano si assumano in modo molto serio la responsabilità di combattere il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo e di come noi stiamo cooperando al più alto livello”.

ALTRI 20 ACCORDI ENTRO L'ANNO- Al momento l'AIF – secondo quanto comunica la Santa Sede – sta trattando con organismi simili di altri paesi del mondo (e, naturalmente anche con Moneyval, l'antiriciclaggio europeo) per la firma di Memorandum d'intesa simili a questo appena firmato con gli States: si tratta di almeno altri 20 accordi e gran parte di essi potrebbero essere firmati quest'anno. Il Vaticano ha già firmato documenti simili con Belgio, Spagna e Slovenia.

IOR, CAMBIO DI ROTTA?- Nel frattempo continua, a quanto dicono ad Affaritaliani.it da Oltretevere, i rumors sul futuro dello IOR, la Banca vaticana. Dopo le esternazioni di Papa Francesco sul fatto che l'Istituto per le Opere di Religione non fosse indispensabile, è stato il bertoniano monsignor Giovanni Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, a chiarire nei giorni scorsi ai microfoni di Radio Vaticana che: “Il Santo Padre mi ha detto espressamente: 'io ho apprezzato lo Ior per i servizi che ha fatto e poi so che stanno lavorando per una maggiore trasparenza per rendere lo Ior più presentabile, se qualcuno lo ha considerato non presentabile”.

Secondo Becciu, quindi, il Papa “dà fiducia alle persone che sono addette per l'adeguamento agli standard che ci chiedono le varie istanze internazionali”. Il presidente dello IOR Ernest von Freyberg, quindi, può tirare un sospiro di sollievo: non sarà per il momento sostituito, malgrado la nomina ricevuta immediatamente prima delle dimissioni di Benedetto XVI. Ma non sono pochi, in Vaticano, a osservare che alla Banca vaticana le cose potrebbero cambiare prossimamente. Prima di tutto nell'orientamento: con il ritorno dello IOR al suo spirito originale e cioè di un istituto per le opere di religione (beneficenza, assistenza, soccorso agli ultimi e ai deboli) e non una banca che opera sul mercato. La linea che per anni ha ipotizzato Angelo Caloia, il grande riformatore dell'istituto papale.

Antonino D'Anna

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