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Anfisa Letyago, dj enfant prodige: "Ascoltavo vinili in Siberia. E Napoli..."

Anfisa Letyago, dj enfant prodige: "Ascoltavo vinili in Siberia. Napoli? Amore a prima vista"

“I miei lunghi pomeriggi in Siberia li trascorrevo ad ascoltare i vinili, grazie anche a mia nonna appassionata”

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Napoli, amore a prima vista. Mi hanno accolto da subito come una figlia!

Lasciai a Carl Cox una pendrive con musica da me prodotta. L’ascoltò e la suonò per tutta la serata.

I miei set si chiudono sempre con Link-Amenity 1992

Nisida? Un ennesimo racconto fatto di sentimento ed appartenenza a questa terra.

Questo sorprendente fenomeno dal sorriso magnetico e il talento innato, all’età di 18 anni si trasferisce in pianta stabile da un piccolo villaggio della Siberia nel nostro Paese, e per la precisione nella bellissima città di Napoli. Tuttavia il percorso artistico di Anfisa Letyago ha inizio nel lontano 2010 quando incomincia a farsi conoscere come DJ nei club italiani da alcuni degli artisti principali della scena elettronica internazionale. Nonostante la giovanissima età, Anfisa ha già condiviso il palco con molti big della musica elettronica ed ha ricevuto il supporto di artisti del calibro di Carl Cox, Adam Beyer, Radio Slave e Charlotte de Witte. L’incontro con Carl Cox, che pubblicherà nella sua etichetta Intec Digital l’Ep “So Good", è una delle tappe fondamentali nella crescita professionale della DJ; tant’è che il produttore inglese dichiarerà senza mezzi termini, in due interviste per “Forbes” e “Dj Mag TOP100”, che “Anfisa Letyago è la rivelazione dell'ultimo anno, una live performer di talento e carica di energia”.

Anfisa
 

Ma Carl non è l’unico artista di spessore a notare il genio di Anfisa; dall’icona dell’acid-house Dj Pierre (che la conferma tra i remixer del suo progetto per i 35 anni di carriera), passando per Radioslave (che le affida un EP per “Rekids"), Pan Pot (ep sulla loro label "Second State") e Adam Beyer, che la invita per una release speciale su Drumcode, etichetta che non ha bisogno di presentazioni e che ha forgiato una moltitudine di talenti della scena elettronica contemporanea. Nel 2020 vive una prolifica produzione artistica, sfornando un EP dietro l’altro: “I’d rather B” (REKIDS) e “Electrifying” (Hotflush Recordings). Poco tempo fa, l’8 gennaio 2021, Letyago ha pubblicato l’EP “LISTEN” sulla sua etichetta N:S:DA, da “Nisida”, l’isola partenopea inaccessibile all’uomo. L’edizione limitata del vinile è andata sold out in sole 6 ore su Bandcamp. Ad aprile prossimo verrà pubblicato il nuovo EP chiamato appunto NISIDA.

INTERVISTA

Anfisa Letyago complimenti per la brillante e rapida carriera. Un vero e proprio “enfant prodige”. Ci vuol raccontare cosa l’ha spinta a lasciare il suo paese d’origine, quindi la Siberia, per giungere in Italia, e nello specifico a Napoli? Contatti di lavoro o pura passione?

Grazie, la storia e’ lunga, come la distanza che separa il mio paese di origine a Napoli. Sono arrivata in Italia all’età di 17 anni, una casualità più unica che rara. Io sono nata e cresciuta nella tundra Siberiana in un piccolo villaggio (di minatori di diamanti) a 60 km da Mirniy, con i miei nonni materni, dove per raggiungere la scuola percorrevo 10 km di foresta tutti i giorni anche a -30, una vita scandita dall’amore dei miei nonni e dai pochi amici dell’epoca, poi un giorno mia madre, grande lavoratrice in giro per il mondo e sposata con un italoamericano, mi chiede di andarla a trovare in Italia, in Calabria per vacanza, dove viveva già da un po’ di anni. Era un biglietto di solo andata a mia insaputa, inutile dirti che il mio unico obbiettivo era quello di rientrare al mio Paese, poi improvvisamente scopro Napoli ed è stato amore a prima vista, a 18 anni mi sono trasferita e non sono andata più via.

Anfisa
 

Appunto, Napoli. Cos’è per lei questa straordinaria città e come si trova a vivere in uno dei golfi più belli d’Italia? C’è stata una buona accoglienza?

Inizialmente uno shock, i colori, i rumori la vita frenetica, ma sopratutto il grande calore della gente del posto, per me erano complicati da vivere, ero abituata al silenzio, era come salire su una giostra! Inizialmente ho vissuto nei quartieri spagnoli, un quartiere popolare della città che mi ha accolta da subito come una figlia! Un posto pieno di storia che mi ha subito affascinata e dove la musica era padrona assoluta dei vicoli.

Ha imparato presto la nostra lingua. Già la sapeva prima di giungere in Italia o ha cominciato quando si è stabilizzata definitivamente in Campania?

Assolutamente non conoscevo la lingua italiana, ma sin da subito ho iniziato a studiare, iscrivendomi ad una scuola statale, con corsi serali per Diplomarmi (essendo i miei studi non validi in Italia). Non nego di aver fatto enormi sacrifici, poi dopo il diploma mi sono iscritta all’Università.       

  

Foto 3 Anfisa
 

I suoi primi passi nel settore della musica quando li ha mossi e perché? Quanti anni aveva quando ha maturato l’idea di intraprende la sua attuale professione?

Io ho amato la musica sin da bambina, grazie a mia nonna appassionata, i miei lunghi pomeriggi in Siberia li trascorrevo ad ascoltare i vinili che avevamo a casa e a registrare cassette per i miei amici. Appena arrivata in Italia mi mancava quella routine, così decisi di comprarmi dei cdj, poi da lì, come un incantesimo è nato l’amore. La mia caparbietà come nello studio mi ha portato in brevissimo tempo a propormi autonomamente in dei piccoli club come selector, poi non mi sono mai più fermata.

Anfisa, lei ha lavorato con i più grandi del mondo. Nomi del calibro di Carl Cox, Don Diablo, David Guetta e Adam Beyer. Questo è sentore di una indiscutibile bravura e di un talento innato. Come si è trovata ad interagire con professionisti che vantano alle spalle decenni di esperienza?   

Qui inizia la magia. Dopo due anni come selector nella mia città iniziano a notarmi un po’ di dj internazionali e manager di settore lanciandomi sul mercato. Il Booking iniziò ad impazzire, facevo anche 5 serate a settimana, ma mancava quell’attenzione e quel sentimento che serve per essere felici musicalmente. Era tutto talmente veloce che mi sono trovata catapultata nel mondo della dance, suonando con Garrix, Guetta, Ingrosso ed Axwell e tantissimi altri, oltre ad aver iniziato il mio percorso come Producer con il colosso mondiale della musica dance “Spinnin”, ma c era qualcosa che non funzionava, non mi sentivo appagata! La mia matrice musicale è sempre stata l’house music e i miei set erano contaminati, ma mi rendevo conto sempre di giù che ero fuori posto. Da lì, con la disapprovazione di tutti, decido di fermarmi, rinunciando a serate ed altro, e mi dedico allo studio della produzione e cosi pian piano, a dispetto di chi mi dava per spacciata, decido di presentarmi ad una serata di Carl Cox per lasciargli una pendrive con musica da me prodotta. Non solo l’ascoltò ma la suonò per interno in quella serata e poi in tutti i più importanti main stage del mondo. Da lì riparto come Producer accreditata nel mondo dell’elettronica grazie ad uomo straordinario che ha permesso solo alla musica di parlare per me! Poi non mi sono più fermata, producendo per intec, rekids, Drumcode, e tantissime etichette di spessore.

Molti la considerano il sorriso più accattivante delle console planetarie. Ha centinaia di migliaia di follower che la seguono. Cosa vuole dire a tutti i suoi fans?    

Io sorrido alla vita sempre e ne sono grata! Io non li chiamo fans, ma amici. A loro posso dire solo grazie per tutti gli attestati di stima che ogni giorno mi dedicano.

“LISTEN” edizione limitata, terminato in sole 6 ore! Un record. Un capolavoro. Anfisa ci dica. Quanto è stato importante LISTEN per la sua (seppur breve ancora) carriera?

Listen ha un valore importante, perché è nata lontana dai club e con la voglia di raccontarsi, di mettermi a nudo, e credo che in tanti abbiano apprezzato. Sono felice che tutte le copie del vinile sia andate a ruba in così poco tempo! Grazie.

La canzone preferita? Intendiamo il pezzo forte, il “cavallo di battaglia”, quello che non deve mancare mai nelle sue performance (serate, party e location). Ci può fare un nome?

Link- Amenity 1992 , un brano intenso che lascia ancora ad oggi un segno in una chiusura di un set.

Il suo stile con un aggettivo? Qualcuno che lei considera un “mentore”, un maestro da seguire e cui si è ispirata?     

Sicuramente lo stile è sobrio, non amo apparire e sicuramente la persona è Carl per il suo carisma e la sua semplicità.

Andiamo alla pandemia, il Covid-19. Come ha vissuto il lockdown e conseguentemente quest’ultimo anno di chiusura? Sosta forzata. Le è mancato il contatto con la gente?  

Un anno sicuramente difficile, ma io sono abituata a non abbattermi e ho cercato di trasformare questo tempo in un qualcosa di importante per me! Mi sono sentita, mi sono coccolata, ed ho avuto l’opportunità di studiare e produrre quello che desideravo. Ovviamente se fossi riuscita a fare tutto questo anche con gli amici girando il Mondo, sarebbe stato fantastico. Ma sono certa che a breve sarà solo un brutto ricordo.

Ci parla di NISIDA? Da cosa prende spunto questo nuovo EP che uscirà ad aprile e cosa ci troveremo di bello al suo interno?

Nisida è la traccia pilota del mio prossimo lavoro in uscita il 9 Aprile sulla mia etichetta N:S:DA , un ennesimo racconto fatto di sentimento ed appartenenza a questa terra.

Siamo in chiusura. Progetti futuri?

Tanti, tantissimi, importanti collaborazioni e tante uscite discografiche su altrettanti importanti etichette, oltre ad un Tour in giro per il Mondo appena si ripartirà.

Vuole ringraziare qualcuno in particolare? Familiari, management, collaboratori, amici.

Ringrazio innanzi tutto me stessa e tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno fatto parte e fanno parte della mia vita.

Grazie Anfisa, buona fortuna e auguri per tutto.

Grazie a voi!

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