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Spettacoli

Lunedì 4 marzo il Teatro Nazionale di Milano ha ospitato la quarta edizione del "Festival di Valdi", dedicato al grande Walter Valdi per la regia di Franco Fiume. Paolo Limiti ha preso in mano le redini della kermesse con la solita delicatezza di chi sa avvolgere di familiarità ogni suo ospite. Affiancato da Francesco Pellicini, Limiti ha dato spazio a molti artisti, voci del cabaret milanese, storico e vivacemente odierno. Generoso l'avvicendarsi di comici, attori e musicisti che per la magia del palcoscenico diventano un tutt'uno, un unico spirito, acuto, pronto a far rivivere l' ironia del grande Valdi, artista milanese scomparso nel 2003. Tra i tanti protagonisti Enrico Beruschi, il Mago Pecar, Rosalina Neri, Roberto Brivio, Renato Converso, Boris Makaresko, Bruce Ketta, Francesco Rizzuto, Carlo Negri e Salvo Spoto, Cino Tortorella, Le Voci Bianche di Novara dirette da Paolo Beretta.

Non si dimenticheranno Franco Visentin e i los Chitarones, in un coloratissimo turbine chitarristico nell'interpretazione della "Batuffola", un gioco musicale scritto con Valdi e dedicato a un improbabile amore. Che dire poi de "I Legnanesi" che, come sempre esilaranti e imprevedibili, presentano anche un'insolita Teresa (Antonio Provasio) nell'interpretazione dei versi poetici di Valdi "Eppur mi disi", che definiscono con compiaciuta rassegnazione una Milano incapace di fermarsi nella sua corsa frenetica quotidiana. Valdi lavorò anche come attore cinematografico in "Un certo giorno" di Ermanno Olmi, "Storie di vita e malavita" di Carlo Lizzani. A raccontarlo è stata la garbata presentazione di Maurizio Nichetti col quale ha collaborato negli anni '80 in "Ho fatto splash!" e "Domani si balla!", scoprendo, per la prima volta nel festival, anche l'aspetto cinematografico di Walter Valdi. Nel Festival di Valdi il talento non si cerca ma è già bell'e pronto da gustare, e se il suo grande compito è quello di conservare ed attualizzare l'espressività del cabaret tradizionale, raccontando ironicamente la vita di tutti i giorni attraverso la satira cabarettistica, arriva anche il momento della consegna del "premio Walter Valdi", riservato agli artisti per la "milanesità" espressa nelle diverse forme d'arte. Indiscusso il premiato della quarta edizione è l'inossidabile Massimo Boldi che riceve gli applausi di una platea affezionata, fra cui quelli di Iacchetti e Antonio Ricci. Chiude la piacevole maratona Antonio Amadeus Pinnetti, figlio di Valdi, presentando una performance in chiave rap che avvicina i giovani ai contenuti della tradizione .Ciascun artista lascia il segno, ognuno con la propria maestria, sapendo che il festival sarà patrimonio anche per la comicità futura. E Walter Valdi sembra non essersene mai andato…

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