
Ore decisive a Ginevra per il dossier del nucleare iraniano: il 5+1, rappresentato a livello di ministri degli Esteri da Usa, Francia, Germania e Gran Bretagna, potrebbe raggiungere oggi un accordo per una roadmap che tracci un percorso
per mettere sotto controllo il controverso programma atomico della Repubblica islamica. L’Occidente, stando alle indiscrezioni, sarebbe pronto a congelare per sei mesi le sanzioni che hanno messo in ginocchio Teheran e in cambio l’Iran dovrebbe sospendere il procedimento di arricchimento dell’uranio al 20% (possibile preludio per arrivare all’atomica), rendere innocue le scorte, disattivare le moderne centrifughe ‘Ir-2’ per l’arricchimento e rinunciare al reattore al plutonio di Arak (l’alternativa per dotarsi del materiale fissile per un’arma nucleare). Nei sei mesi di ‘stallo’, i negoziatori avrebbero il tempo di limare un accordo di piu’ ampio respiro. Lo stesso presidente Usa, Barack Obama, ha parlato in un’intervista alla Nbc di un “accordo graduale”. Restano pero’ le preoccupazioni per un’intesa difficile da verificare, considerata l’opacita’ del regime.
Lo ha detto chiaramente il ministro francese, Laurent Fabius, che infatti sbarcando a Ginevra ha tenuto a rimarcare come vi siano “progressi”, ma “nulla e’ stato ancora concluso”. Con lui a Ginevra sono arrivati anche il segretario di Stato Usa, John Kerry, il ministro tedesco, Guido Westerwelle, e quello britannico, William Hague. Israele e’ furioso. Prima di partire da Gerusalemme per Ginevra, Kerry aveva incontrato all’aeroporto Benjamin Netanyahu, nel tentativo di calmare la rabbia del premier israeliano. L’incontro, durato due ore, deve essere stato burrascoso: “E’ un accordo pessimo, l’Iran fa l’affare del secolo”, ha avvertito il premier, dicendo chiaramente che Israele non si sentira’ affatto vincolato dall’accordo e “fara’ tutto cio’ che e’ necessario per difendersi e per garantire la sicurezza del suo popolo”, chiara allusione a un possibile attacco mirato preventivo.. Kerry, comunque, nel pomeriggio di oggi ha frenato l’entusiamo e annunciato che a breve vedra’ il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif: “Vi sono ancora importanti nodi da sciogliere. E’ importante -ha detto- che siano adeguatamente e con franchezza affrontati. Speriamo di poter accorciare le distanze”. Un segnale positivo arriva dall’Aiea: il capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Yukiya Amano, ha accettato l’invito della Repubblica islamica.
