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Esteri
Altro scandalo per Macron, la consigliera di Brigitte e i locali per lesbiche
A sinistra, accanto a Brigtte Macron, la sua consigliera Michèle Marchand, alias Mimì

Per Emmanuel Macron torna lo spauracchio dell'omosessualità. Ma questa volta non riguarda lui, bensì la temutissima consigliera della moglie Brigitte, ovvero "Mimì", al secolo Michèle Marchand.

La Marchand è la capa incontrastata dell'agenzia di paparazzi francese Bestimage che protegge la vita pritata della coppia presidenziale dei Macron fin dalla campagna elettorale per la corsa all'Eliseo.

Secondo il settimanale Le Point, un libro in uscita Oltralpe la prossima settimana sta facendo infatti tremare il palazzo sito al 55 di Rue du Faubourg Saint-Honoré . Si tratta . della biografia non autorizzata della potentissima Mimì, una biografia i cui stralci usciti in anteprima già attirano inesorabilmente i Macron in una nuova bufera, mentre quella riguardante l'ex bodyguard Alexandre Benalla e, in misura minore, quella dell'altro guardaspalle Makao (amico di colui che ospitò in casa propria gli stragisti del Bataclan), non si sono ancora placate.

Nel libro al vetriolo scritto a tre mani da Jean-Michel Décugis, Marc Leplongeon e Pauline Guéna, la figura di Michèle Marchand viene dissezionata come in un'autopsia e ciò che ne viene fuori è a tratti sconvolgente, tanto che, come scrive Le Point«Al confronto, Alexandre Benalla è un chierichetto».

Basti dire che, nelle mille vite precedenti che ha condotto, "Mimì" ha sposato addirittura un delinquente incallito esperto in rapine ed è finita dietro le sbarre due volte, prima per traffico di droga (cannabis) poi per questioni contabili. Per giunta, negli anni Ottanta, amministrava una serie di locali per lesbiche, (al punto che molti sono convinti che la stessa Mimì sia occultamente omosessuale), fungendo anche da informatrice della polizia.

Se la prima era un'attività piuttosto remunerativa dal punto di vista economico, assieme alla seconda le ha permesso di costruirsi una rete di contatti di rilievo e del tutto strategici. Sulla stretta vicinanza di Mimì alla coppia presidenziale francese, si è sollevata ovviamente la questione dell'opportunità. Siamo sicuiri che sia lecito che una persona che, attraverso la sua agenzia di paparazzi, indaga e raccoglie materiale sulla vita privata altrui possa essere consigliera dell'Eliseo?

Lo stesso ex presidente François Hollande appare interdetto e, a suo avviso, i Macron hanno stretto un intimo legame con la bionda settantunenne al fine di tenerla d'occhio e "per disarmarla". Fra le righe, occorre aggiungere che Hollande ce l'ha a morte con la Marchand, in quanto convinto che vi sia proprio la sua mano dietro la notizia della sua relazione extraconiugale con Julie Gayet, pettegolezzo che gli rovinò la reputazione ai tempi della sua presidenza. 

Gli autori della biografia della Marchand si sono tuttavia ficcati in un ginepraio mica da poco decidendo di esporre al pubblico ludibrio i panni sporchi della potentissima e bionda Mimì. L'agguerrita consigliera dei Macron, attraverso i suoi portavoce dell'agenzia Bestimage, ha infatti recapitato ai tre coraggiosi biografi non autorizzati un avvertimento i cui toni ricordano le frequentazioni passate della donna: «Mi auguro per voi che abbiate un buon paracadute, altrimenti siete finiti»

In ogni caso, con l'ennesima tegola caduta sulla testa di Emmanuel Macron a causa di un suo stretto collaboratore, prima la guardia del corpo Benalla e le sue violenze documentate, poi l'altra guardia del corpo Makao, e ora la sulfurea Mimì, L'Eliseo più che il palazzo presidenziale sembra diventato la succursale di un bassifondo marsigliese. 

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