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Astrazeneca sotto accusa: "Efficacia all'8%". Ora l'Ue guarda allo Sputnik

Vaccino Astrazeneca, Germania: "Efficacia? All'8%". Ma l'azienda smentisce

Choc dalla Germania sul vaccino anti Covid prodotto da Astrazeneca. Il quotidiano tedesco Handelsblatt, ripreso da Open, ritiene di essere in possesso di informazioni confermate da fonti governative, stando alle quali il vaccino Astrazeneca “potrebbe rivelarsi quasi del tutto inefficace nel proteggere i soggetti con più di 65 anni dal Coronavirus”. E dunque la Germania non si aspetterebbe “un’efficacia oltre l’8 per cento tra gli over 65”.

Non tarda ad arrivare la smentita da un portavoce dell'azienda, che ha parlato di informazioni "assolutamente non corrette". “Nel Regno Unito è stato somministrato a questa fascia di popolazione senza aggiustamenti della dose nell’autorizzazione per la fornitura di emergenza", ha fatto sapere Astrazeneca. "E a novembre abbiamo pubblicato dati su The Lancet che dimostrano che gli anziani hanno mostrato forti risposte immunitarie al nostro vaccino”.

vaccino in crisi, ora l'Europa guarda al russo Sputnik

Ora che scricchiola anche il piano AstraZeneca, in Ue si guarda sempre più a Oriente alla ricerca di altri vaccini. E non è più un tabù il russo Sputnik V. L'interesse verso il siero, creato con il sostegno dall'agenzia governativa di Mosca, è emerso in particolare durante l'audizione della direttrice dell'Ema, Emer Cooke, davanti alla commissione Salute dell'Europarlamento. I deputati hanno fatto intendere di sperare in un'accelerazione nei contatti tra l'azienda e l'Agenzia europea del farmaco per avere un'autorizzazione alla distribuzione anche nell'Unione.

A spingere in questa direzione sono state soprattutto le fughe in avanti dell'Ungheria, che ha già approvato il farmaco e lo ha ordinato. Ma anche, e soprattutto, le dichiarazioni della cancelliera tedesca, Angela Merkel, che si è detta pronta ad adoperarlo se dovesse ottenere il benestare dell'Ema. "Al di là delle differenze politiche, che sono ampie, possiamo certamente lavorare insieme in una pandemia, in un settore umanitario", ha evidenziato la cancelliera.

Risulta inoltre che i contatti fra Amsterdam (sede dell'Agenzia europea per i medicinali) e Mosca siano costanti. "Non c'è ancora una formale procedura di 'rollingreview' (necessaria per l'autorizzazione di emergenza, ndr) ma ci è stata data la possibilità di poter studiare già i dati del vaccino", ha spiegato Cooke. In sostanza l'ente europeo si porta avanti. Di normala rolling review richiede tre mesi ma con questa procedura sipotrebbero anche accorciare.

"Al momento siamo in contatto con una cinquantina di produttori di vaccini, tra cui lo Sputnik V, e circa 180 aziende che lavorano su possibili terapie", ha evidenziato. Sul fronte legale, la Commissione europea, già nei giorni scorsi, ha confermato i colloqui con l'Ema sul vaccino russo ma allo stesso tempo ha chiaritoche gli Stati membri sono "liberi di poterlo autorizzare e somministrareall'interno dei propri confini". Si tratta di una loro prerogativa inquanto lo Sputnik V non rientra nei contratti finora siglati dall'Ue (per la somministrazione di questi e' imprescindibile invece l'okdell'Ema).

A complicare ulteriormente il quadro è la strategia della nuova amministrazione americana, quella di Joe Biden, che ha fatto ricorso al Defense Act per garantirsi la massima fornitura di vaccini dai siti americani. L'obiettivo è riuscire a vaccinare cento milioni di americani nei primi cento giorni del mandato. Intanto la Russia ha stretto accordi per la produzione dello Sputnik V in Turchia, Corea del Sud, Cina, India, Brasile, Bielorussia e Kazakistan. 

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