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Brasile, 160 milioni di elettori al voto: Lula si gioca il bis, Bolsonaro Jr. a un soffio. In palio il rapporto con Trump

Sondaggi in parità tra il presidente uscente e il senatore di estrema destra

Brasile, 160 milioni di elettori al voto: Lula si gioca il bis, Bolsonaro Jr. a un soffio. In palio il rapporto con Trump

Brasile al voto, Lula e Bolsonaro Jr. testa a testa: ballottaggio quasi certo

Il Brasile sceglie oggi il suo presidente, e il verdetto è tutt’altro che scontato. Si sfidano il leader progressista Luiz Inácio Lula da Silva, a caccia della rielezione, e Flavio Bolsonaro, senatore di estrema destra ed erede politico dell’ex presidente Jair. I sondaggi li danno praticamente appaiati e lo scenario più probabile è il ballottaggio del 25 ottobre. In palio non c’è solo la poltrona più alta del Paese. Dal voto uscirà anche la collocazione geopolitica del gigante sudamericano, a partire dai rapporti con gli Stati Uniti di Donald Trump.

Secondo l’ultima rilevazione Datafolha, realizzata tra il 1° e il 3 ottobre su oltre duemila elettori, Lula è al 45% dei voti validi e Bolsonaro al 42%. Con un margine di errore di due punti, per l’istituto si tratta di un pareggio tecnico. Il sondaggio PoderData/AYA, rilanciato da Cnn Brasile (4.000 interviste tra il 30 settembre e il 2 ottobre, margine dell’1,5%), vede i due addirittura al 46% a testa nell’ipotesi di secondo turno. Il 7% degli intervistati dice che voterà scheda bianca o nulla.

Lula ha scommesso sul multilateralismo e dal palco dell’Onu ha detto che il Brasile “non sarà mai il cortile di nessuno”. A San Paolo, ha parlato di scelta tra “la rivoluzione democratica, i diritti delle donne e dei lavoratori” e “la barbarie, il fascismo”, chiedendo agli over 70 di andare a votare “per i nipoti, per i figli, per il Brasile”. Bolsonaro si è invece detto pronto ad aderire allo Scudo delle Americhe, la coalizione militare promossa da Washington a cui hanno già aderito tutti i leader sovranisti della regione. Il senatore di estrema destra ha invocato un voto “ribelle” contro “il male, la corruzione” e i “narcoterroristi”, in nome di libertà economica e sicurezza. Poi l’avvertimento: le tre settimane al ballottaggio, ha detto, potrebbero “aggiungere altro sangue alla nostra storia”.

Come si vota

Con 160 milioni di elettori e un clima così polarizzato, è improbabile che qualcuno raggiunga subito il 50% più uno. Il 40° presidente del Brasile sarà quindi, salvo sorprese, eletto a fine mese. I seggi sono aperti dalle 8 alle 17 di Brasilia (dalle 13 alle 22 in Italia) e, grazie al voto elettronico, i risultati arriveranno in poche ore. Non si scrive un nome ma si digita un numero: il 13 per Lula, il 22 per Bolsonaro Jr., lo stesso del padre. Si rinnovano anche 27 governatori, 513 deputati federali, 54 senatori e 1.059 deputati statali e distrettuali.

Il voto è obbligatorio per gli alfabetizzati tra i 18 e i 70 anni, con una multa simbolica fino a 3,51 real (circa 50 centesimi di euro) per chi non giustifica l’assenza. È facoltativo per i sedicenni e i diciassettenni, per gli analfabeti e per gli over 70. L’astensione potrebbe sfiorare il 20%, ma non è escluso un dato più basso.

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