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Esteri
Brasile, l’uomo che lo prenderà nelle mani vuole ordine e sicurezza

Il grande e problematico Brasile potrebbe avere a breve un nuovo Presidente, un vero e proprio Messia. Così 42 milioni di voti, soprattutto della classe media, hanno deciso quale sarà il ruolo di Jair Messia Bolsonaro, leader del partito social liberale. L’uomo, ora favorito con il 46%, sarà l’avversario nel ballottaggio con l’esponente del partito dei lavoratori Fernando Haddad, per la presidenza del paese sudamericano.

Bolsonaro in corsa come presidente. Un passato da militare

Con un passato militare e 27 anni di carriera politica alle spalle, il sessantatreenne Bolsonaro non si ha:mai nascosto le sue idee di destra e a volte di ultradestra. Alcune frasi definiscono il credo del nuovo astro emergente che considera la dittatura unico strumento per ridare la vera democrazia al paese. Tra queste ‘non potrei mai amare un figlio gay, meglio morto che omosessuale’, ad una collega parlamentare ‘ non si merita nemmeno di essere stuprata in quanto troppo brutta’ e poi sullo stesso tono frasi pesanti verso neri e minoranze.

L’uomo, che di fatto predica un preoccupante negazionismo dei tragici fatti militari del passato in Brasile, ha vinto per una serie di fattori emotivi ed economici. Innanzitutto la situazione economica del Paese che è fragilissima.

Bolsonaro in corsa come presidente. Il Brasile in grave crisi economica

La crisi degli ultimi dieci anni ha portato ad una fortissima recessione. Ora il Brasile ne è uscito ma è ancora debole e con un tasso di disoccupazione del 12%. I brasiliani hanno messo sul tavolo degli accusati, responsabili di questo grave problema, il partito dei lavoratori con alla testa l’ex presidente Lula Ignacio Da Silva , ora in carcere. E  pure il suo successore, quella Dilma Roussef ,ricordata soltanto per essere stata un presidente senza carisma alcuno. E poi la corruzione dilagante che ha messo, nella maggior parte dei brasiliani, la convinzione che sinistra e corruzione fossero un tutt’uno e, soprattutto la prima, la causa del dissesto economico.

E poi, come se non bastasse, ecco la crescita esponenziale della violenza che dilaga con l’impressionante numero di omicidi del 2017, ben 64000.

Bolsonaro in corsa come presidente. Il Brasile vuole l'uomo forte

E così i brasiliani, soprattutto quelli che rappresentano la classe media, vogliono ora l’uomo forte. I poveri, la classe più bassa e il nord est del Paese crede ancora nel vecchio Lula che, a detta di alcuni, potrebbe essere ancora un candidato vincente. Sta di fatto che il vento di destra sta soffiando forte nel paese della samba avvolto nella crisi economica, soffocato dalla corruzione e intimorito dalla violenza.

E per quello che riguarda noi, la presidenza di Bolsonaro potrebbe avere un grosso vantaggio: molto probabilmente il ritorno di quel Battisti, latitante da anni e coperto dall’ala della sinistra ora ai minimi termini.

 

 

 

 

 

 

 

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