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Esteri
Brexit: Erasmus e... tutte le regole. E ora la Scozia vuole l'indipendenza

"L'Unione europea puo' voltare pagina". A quattro anni e mezzo dallo storico referendum sulla Brexit, e a una settimana dalla dead-line di fine anno, i negoziatori di Bruxelles e Londra hanno raggiunto un accordo giusto in tempo per evitare l'imposizione di dazi doganali alle merci in transito tra le due sponde della Manica. L'intesa in extremis entrera' in vigore il primo gennaio, e evita l'incubo 'No deal'. Un sollievo per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che incassa il terzo accordo in sei mesi - dopo i precedenti su Recovery Fund e bilancio Ue - ma stavolta sul dossier senza dubbio piu' controverso. Soddisfatto anche Boris Johnson, il premier britannico che a meno di due settimane dalla fine del periodo di transizione sulla Brexit si e' visto chiudere le porte del mercato e perfino del traffico passeggeri da e verso l'Unione europea per colpa della variante di coronavirus.

STURGEON, 'BREXIT? NON LA VOLEVAMO, E' TEMPO PER LA SCOZIA DI ESSERE INDIPENDENTE'

"E' bene ricordare che la Brexit sta avvenendo contro la volontà della Scozia. E non c'è accordo che potrà mai compensare quello che la Brexit ci porta via. E' tempo di definire il nostro futuro come Paese europeo indipendente". Lo ha scritto in un tweet la premier scozzese, Nicola Sturgeon. 

"Stiamo riprendendo il controllo delle nostre leggi e del nostro destino", ha annunciato il premier conservatore da Downing Street con toni trionfalistici. L'accordo commerciale tra Londra e Bruxelles, secondo Johnson, "consentira' alle nostre aziende di fare ancora piu' affari con i nostri amici europei". Il capo-negoziatore Ue sulla Brexit Michel Barnier la pensa diversamente: "Nonostante l'accordo, dal primo gennaio ci saranno importanti cambiamenti", avverte da Palazzo Berlaymont. "Oggi e' un giorno di sollievo, ma anche di tristezza", commenta il politico francese che dal 2016 avverte sugli effetti negativi dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. Parole positive arrivano invece da von der Leyen, visibilmente sollevata dal non dover gestire un fine 2020 scandito da riunioni sulle misure d'urgenza e scontri con il Governo di Londra sul rimpallo di responsabilita' sul fallimento dei negoziati, dato come altamente probabile fino a sole 24 ore fa. Per la tedesca, l'accordo e' un lieto fine. "Valeva la pena lottare - ha detto alla stampa - perche' ora abbiamo un accordo equo ed equilibrato con il Regno Unito, che proteggera' i nostri interessi europei, garantira' una concorrenza leale e fornira' la prevedibilita' necessaria per le nostre comunita' di pescatori". Il Regno Unito riprendera' "il pieno controllo delle sue acque" territoriali per la prima volta dal 1973, controbatte Johnson.

Il capitolo dell'accesso alle risorse ittiche e' stato, ed e' destinato a rimanere, un terreno di forte scontro tra Bruxelles e Londra, che hanno rischiato di mandate all'aria decenni di partnership per colpa dei litigi sulle quote di cattura dei pelagici o sulla possibilita' dei pescherecci Ue di entrare nel vasto mare britannico. Le discussioni sono state "a volte feroci", ma ora e' stato raggiunto "un accordo positivo per tutta l'Europa", dichiara Johnson. "Le emozioni andavano sulle montagne russe", confessa all'Agi un alto funzionario Ue coinvolto nelle trattative. "Abbiamo raggiunto un accordo solo alle 14,45 di oggi", aggiunge, "ma fino alle 14,44 non sapevamo se ce l'avremmo fatto o meno". I dettagli dell'accordo saranno noti nelle prossime ore, per il momento e' certo che ci sara' uno stop al programma Erasmus per gli studenti. E un rapporto interno britannico parla di vittorie Gb su 28 punti e Ue su 11. Esulta Angela Merkel, che incassa l'ultimo atto della presidenza tedesca della Ue e definisce l'accordo la base per un nuovo capitolo nelle relazioni con Londra. "Bene l'accordo Ue con il Regno Unito. Interessi e diritti di imprese e cittadini europei garantiti. Gran Bretagna partner e alleato per l'Unione e per l'Italia", scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Ora spetta al Parlamento europeo e al Consiglio dire la loro su questo accordo", avverte Barnier, anticipando il vero esame del testo oggi concluso. Il presidente dell'Eurocamera, David Sassoli, ha confermato che il Parlamento europeo esaminera' il testo e votera' all'inizio del 2021. Lunedi' e' in agenda una riunione dei leader dei gruppi politici cui parteciperanno anche von der Leyen e Barnier. Eurodeputati e Governi europei da una parte e parlamentari britannici dall'altra possono ancora mandare all'aria tutto il lavoro svolto con un semplice voto contrario. Dal lato europeo, il primo appuntamento da tenere d'occhio sara' la riunione di domani mattina tra l'uomo dei negoziati, Michel Barnier, e gli ambasciatori dei 27 Paesi Ue. Che trascorreranno un Natale insolito, immersi nel documento di oltre duemila pagine che disciplina le relazioni future tra l'Unione europea e il Regno Unito. Ma l'intesa di Natale, almeno per adesso, ha scongiurato un capodanno da incubo sui due lati della Manica.

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