Chi era Marjane Satrapi, la fumettista iraniana che sfidò il regime
Addio a Marjane Satrapi, l’autrice della graphic novel autobiografica Persepolis, era la più nota fumettista iraniana a livello internazionale. “Marjane Satrapi è morta di crepacuore più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e amore della sua vita”, si legge nel comunicato diffuso dalla famiglia. Mattias Ripa, produttore, attore e regista, è scomparso l’8 aprile 2025. Marjane Satrapi è stata fin dall’inizio una convinta sostenitrice del movimento “Donna, Vita, Libertà” che non esitava a definire “rivoluzione”.
Ne aveva parlato in occasione della sua ultima visita in Italia, nel 2022, per la Festa del Cinema di Roma, in un momento in cui i giovani nel suo Paese sfidavano il regime scendendo di nuovo in piazza, ma questa volta con dinamiche inedite.
“Gli uomini, per la prima volta, sono a fianco delle donne nella lotta femminista in corso nelle piazze dell’Iran, una lotta non tra sessi, ma di un popolo intero per la parità di diritti e la democrazia, di cui il peggior nemico è la cultura patriarcale”, aveva detto in un incontro con l’AGI e altri media. Da anni esule in Francia, Satrapi parlava come disegnava: frasi e immagini asciutte, ma dense di richiami a una storia di oppressione e soprusi fatta di tanti anni quanti quelli della Repubblica islamica, il cui avvento nel 1979 sconvolse la vita non solo dell’Iran, ma anche della sua famiglia, costretta a emigrare in Europa per l’attivismo politico dei genitori. “Quello che è cambiato in 43 anni è l’atteggiamento dei nostri uomini, che ora combattono al nostro fianco”, spiegava Satrapi.
Il cambiamento di cui parlava Satrapi ha riscontro anche in dati semplici: all’epoca della Rivoluzione islamica, solo il 40% della popolazione sapeva leggere e scrivere, ora è oltre l’80% e le donne oggi rappresentano il 60% degli studenti nelle università di tutto il Paese. La cosiddetta generazione 80, i ventenni nati nel 1380 del calendario persiano (il nostro 2001), sono cresciuti con internet e informazioni da tutto il mondo, sono senza pregiudizi e non hanno paura del regime, con cui non sono disposti a dialogare.
Da Persepolis – diventato un film d’animazione premiato al Festival di Cannes nel 2007 – Satrapi non ha più smesso di smascherare, con una forte dose di ironia, le ipocrisie e la violenza del regime. Per questo non gradita a Teheran, la fumettista non poteva tornare nel suo Paese. “È un grande prezzo da pagare”, aveva dichiarato l’artista, “ma rischiare la vita per manifestare è un sacrificio molto più grande”.

