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Cina oltre il 5G: pronto il 6G "militare". L'esercito che spaventa gli Usa

5G? La Cina è già al 6G e lo applica in campo militare

Mentre ancora il mondo cerca di capire come sviluppare e insieme contrastare le sue infrastrutture di rete 5G, la Cina sta già sviluppando il 6G dimostrando ancora una volta di essere un passo avanti agli altri.  Un team di scienziati cinesi ha infatti affermato di essere in grado di utilizzare la nuova tecnologia 6G (che altrove è ancora fantascienza) in ambito militare. Un ulteriore passaggio, dopo quelli numerosi raggiunti di recente e che preoccupano, non poco, gli Stati Uniti. 

La scoperta è stata pubblicata sul Journal of National University of Defence Technology dal team di Yao Jianquan, dell’università di Tianjin, che ha sviluppato uno strumento laser che può generali fasci continui di onde elettromagnetiche nella frequenza terahertz, una fascia situata tra infrarossi e microonde ed usata anche per altre tecnologie 6G in ambito medico e delle telecomunicazioni. L’esperimento ha suggerito che le onde terahertz potrebbero avere un potenziale significativo nelle applicazioni militari, come affermato da uno scienziato dell’Accademia cinese delle scienze di Pechino.

Se le onde ad alta frequenza dovessero essere utilizzate per la difesa missilistica, il radar dovrà essere estremamente potente e la sua antenna molto grande per raggiungere una portata maggiore e le tecnologie cinesi devono ancora perfezionarsi per riuscirsi senza rischi. Per risolvere questi problemi, la Cina sta sviluppando antenne terahertz compatte con tecnologia radar ad apertura sintetizzata – processori ad alta velocità in grado di gestire un enorme flusso di dati senza surriscaldarsi – e stazioni base ad alta quota sull’altopiano tibetano per integrare le future reti 6G nello spazio e su terra.

Intelligenza artificiale e missili ipersonici: la tecnologia dell'esercito cinese

L’esperimento cinese, come ovvio, ha già attirato l’attenzione degli Stati Uniti che finanzieranno la rete satellitare di comunicazione Starlink di SpaceX per installare la tecnologia terahertz. Segnali di una nuova corsa agli armamenti. Già negli scorsi mesi Pechino aveva dato segnali preocuppanti, chiaramente secondo la prospettiva di Washington. Il campo nel quale la Cina sta facendo passi da gigante è quello dell'intelligenza artificiale. L'Esercito Popolare di Liberazione sta sviluppando le sue capacità utilizzando l'intelligenza artificiale. Un dettagliato report del Center for Security and Emerging Technology (CSET) mostra come quello che fino a dieci anni fa avrebbe potuto essere considerato fantascienza oggi sta diventando realtà, con applicazioni inedite e innovative dell'intelligenza artificiale. in campo militare. Il report ha preso in esame 343 contratti di attrezzature legate alla I.A., parte di un campione più ampio di oltre 66 mila operazioni di approvvigionamento pubblicate dalle unità dell'Esercito popolare di liberazione e dalle imprese statali della difesa nel 2020.

L'esercito di Pechino spera di utilizzare l'intelligenza artificiale per generare vantaggi asimmetrici nei confronti degli Stati Uniti. Il focus è quello di costruire e sviluppare veicoli autonomi e sistemi di sorveglianza a livello marittimo, settore nel quale Washington ha storicamente un grande vantaggio strategico e militare. A fine luglio, per esempio, è stato messo a punto un drone sottomarino in grado di mantenere una velocità elevata anche sott'acqua. Durante un volo di prova di 90 secondi, il drone di un chilogrammo e mezzo è rimasto intatto dopo essersi immerso ed essere emerso dall'acqua per sette volte.

La Cina punta molto anche sulla celeberrima fusione tra civile e militare, che aiuta Pechino ad acquisire tecnologie utili al suo sviluppo nel settore. E, attenzione, solo 273 fornitori di equipaggiamento individuati dallo studio sono inclusi nei regimi di sanzioni e controllo degli Stati Uniti. Il Pentagono osserva con attenzione, visti anche i recenti sviluppi sul lancio del missile ipersonico durante l'estate. Nelle scorse settimane, invece, un aereo senza pilota è stato abbattuto da un potente impulso elettromagnetico mentre si trovava a circa 1500 metri sopra il livello del mare durante un esperimento del China Eletronics Technology Group. Gli scienziati cinesi, secondo il South China Morning Post, starebbero lavorando alla creazione di un'arma elettromagnetica da 80 gigawatt.

Ora, mentre il mondo cerca ancora di capire come sviluppare in modo alternativo alla tecnologia cinese il 5G, Pechino è già al 6G.

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