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Esteri
Cina, Xi Jinping "presidente a vita". Modificata la Costituzione

L'Assemblea Nazionale del Popolo ha eliminato dalla Costituzione il limite del doppio mandato per il presidente e per il vice presidente della Repubblica Popolare Cinese. I quasi tremila delegati del Parlamento cinese hanno votato in blocco a favore dell'emendamento proposto dal Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese il 25 febbraio scorso: solo 2 contrari e tre astenuti. Si spiana cosi' la strada un incarico a tempo indefinito per l'attuale presidente, Xi Jinping, in attesa di essere rieletto al vertice dello Stato, come da ogni previsione, il 17 marzo prossimo. Per eliminare il vincolo costituzionale era necessaria una maggioranza dei due terzi dei delegati, che e' stata ampiamente superata: il voto ha abrogato una norma in vigore dal 1982, introdotta nella Costituzione dall'allora leader cinese, Deng Xiaoping, l'architetto delle riforme economiche, per evitare il protrarsi al vertice delle istituzioni di una sola persona e che si generasse un nuovo culto della personalita', come avvenuto per Mao Zedong nel suo ultimo periodo al vertice del potere, segnato dalla sanguinosa Rivoluzione Culturale. La rottura con il passato ratificata oggi, con 2958 voti a favore, due contrari e tre astenuti, segue di pochi mesi la fine del diciannovesimo Congresso del Pcc, al termine del quale non era emerso un successore a Xi alla guida del partito tra i nuovi membri del Comitato Permanente del Politburo, il vertice del Pcc, nel quale siede lo stesso Xi. In quel caso si era trattato di una trasgressione a una consuetudine, quella di indicare un delfino tra i componenti dell'organo decisionale del partito, ma aveva lasciato intendere che Xi Jinping non avrebbe facilmente lasciato le redini del potere. La carica di presidente, di minore peso rispetto a quelle di segretario generale del Pcc e di capo della Commissione Militare Centrale, il vertice delle Forze Armate, e' allo stesso tempo quella piu' visibile a livello internazionale ed era soggetta, fino a oggi, al vincolo del doppio mandato, che sarebbe scaduto, per Xi, nel 2023.

 

La decisione di eliminare il limite dalla costituzione sarebbe stata presa nel giro di pochi mesi. Secondo un rapporto ufficiale circolato tra i delegati all'Assemblea Nazionale del Popolo e citato dal South China Morning Post di Hong Kong, l'iter per arrivare all'approvazione di oggi sarebbe cominciato circa tre settimane prima dell'apertura dello scorso Congresso del Partito Comunista Cinese. A proporre l'abrogazione del vincolo costituzionale sarebbe stato per primo lo stesso Xi, il 29 settembre scorso, durante una riunione del Politburo, l'ufficio politico del partito composto da venticinque dirigenti di livello nazionale. A promuovere, assieme a Xi, l'emendamento alla Costituzione sarebbero stati in tre tra i dirigenti di alto livello del Pcc: Zhang Dejiang, presidente uscente dell'Assemblea Nazionale del Popolo, Wang Huning, il massimo teorico del Pcc, e Li Zhanshu, il capo dell'Ufficio Generale del Pcc. Questi ultimi due, stretti alleati di Xi, sono stati eletti tra i sette membri del Comitato Permanente del Politburo, poche settimane piu' tardi. La rapidita' con cui si e' arrivati alla proposta formulata il 25 febbraio scorso e votata oggi, ha sorpreso gli analisti della scena politica di Pechino: nel 2004, all'ultima revisione costituzionale, erano occorsi sedici mesi di discussioni prima di votare per l'ingresso nella Costituzione della teoria delle "Tre rappresentanze", il contributo ideologico dell'allora segretario generale del Pcc e presidente cinese, Jiang Zemin, un cambiamento molto meno controverso di quello attuale e non di rottura con il passato. Per sveltire i tempi dell'approvazione, secondo il documento circolato tra i delegati dell'Anp, si e' reso necessario un nuovo round di consultazioni tra i veterani del partito, dopo il Congresso. "La leadership centrale del partito ha sollecitato le opinioni di un numero selezionato di anziani compagni all'interno del partito", sottolinea il documento, assicurando che "hanno mostrato unanime sostegno" alle proposte di emendamento alla Costituzione, tra cui quella di eliminare il limite del doppio mandato per il presidente.

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