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Corruzione in Russia, nel mirino i Lince italiani

Continua ad allargarsi lo scandalo corruzione che si e’ abbattuto a novembre sul ministero della Difesa russo, portando alle dimissioni dell’allora ministro Anatoly Serdiukov. Nel mirino degli inquirenti, a quanto riporta oggi il quotidiano Kommersant, sarebbe finito anche l’acquisto dei blindati italiani Iveco LMV M65 Lince. Secondo l’autorevole giornale, la procura militare ha chiesto la “rimozione” di Sergei Khursevich, capo della societa’ Oboronservis – una controllata del ministero della Difesa – perche’ sospettato di mala gestione e appropriazione indebita di fondi di bilancio, per una somma pari a 145 milioni di rubli (circa 3,5 milioni di euro).

La richiesta e’ datata 29 marzo ed e’ indirizzata al ministro della Difesa, Sergei Shoigu. Per ora, comunque, contro il funzionario pubblico non e’ aperto alcun procedimento penale. Secondo l’accusa, Khuersevich, tra le altre cose, avrebbe autorizzato l’acquisto dei Lince alla fine del 2011, salvo poi modificare il contratto. Oltre a 57 blindati, sarebbero stati acquistati anche 57 set per assistenza medica: barelle, sirene e adesivi della Croce Rossa. Questi ultimi, stando agli inquirenti, sarebbero poi stati applicati sui veicoli corazzati prima della loro consegna in Russia, in modo da aggirare i dazi doganali, passando come “equipaggiamento medico”. Per la procura risultano sospetti anche altri acquisti, firmati da Khuersevich, come quello di cinque elicotteri Eurocopter, a inizio 2012 (risultati poi inadatti per l’esercito russo), e di 50 pick-up Ford Ranger, a ottobre 2012, la cui esistenza non e’ riscontrabile nell’equipaggiamento delle forze armate. Khuersevich e’ a capo della Oboronservis dal 2009 ed era strettamente legato all’ex ministro Serdyukov, con cui si conoscevano dai tempi del loro impiego presso l’Agenzia federale delle entrate, ricorda il quotidiano Vedomosti.