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Esteri
Francia, morta a 89 anni Simone Veil. Fu la prima presidente del Parlamento Ue

"Mia madre è morta questa mattina nel suo letto - ha detto -. Avrebbe compiuto 90 anni il prossimo 13 luglio".  Con queste parole Jean Veil, il figlio di Simone Veil ha annunciato il decesso  della politica transalpina, sopravvissuta all'Olocausto, artefice dell'abolizione dell'aborto nel Paese e prima presidente del Parlamento europeo.  Personalità il cui nome restera' per sempre legato a tre eventi fondamentali della storia del XX/o secolo: la tragedia delle deportazioni naziste, l'emancipazione delle donne e il processo di integrazione europea. Un tweet a cui subito dopo è seguito del presidente Emmanuel Macron: "Il suo esempio possa ispirare i nostri compatrioti". 

Tra i primi a reagire, nella pioggia di omaggi unanimi, Francois Hollande. L'ex presidente socialista saluta la sua "dignita', il suo coraggio e la sua rettitudine". "La Francia - aggiunge - perde una delle sue grandi coscienze (...) La dignita' di una bambina ebrea gettata nel baratro della Shoah che divenne, per tutti i francesi, un'alta figura morale". "Restera' per sempre immortale", gli fa eco un altro presidente emerito, questa volta di destra, Nicolas Sarkozy.

Riconoscimenti bipartisan che evidenziano quanto la Veil sia stata una figura fondamentale nella storia della Quinta Repubblica. Tanto che anche la leader del Front National, Marine Le Pen, ha tenuto ad omaggiarla. Veil ha "indubbiamente segnato con la sua impronta la vita politica francese", dice Marine Le Pen esprimendo le "condoglianze piu' sincere" alla famiglia della donna che porto' in parlamento la legge sull'aborto in Francia, non dimenticando "un pensiero per la sua famiglia politica, con la quale Simone Veil ha difeso le sue convinzioni con costanza". Un omaggio speciale, infine, "alla battaglia per la Memoria, che fu la battaglia di tutta la sua vita".

Figlia di genitori ebrei, i Jacob, Simone Veil, era nata nel 1927 a Nizza. Dopo l'arresto, nel 1944, a 16 anni, venne deportata insieme alla famiglia verso i campi nazisti. In quelle tragiche circostanze, che segneranno la sua vita, perdera' i genitori. Femminista lo e' sempre stata e con gli anni "lo sono sempre piu'", affermo' solo qualche anno fa, deplorando che "malgrado la parita' le leggi continuano ad essere fatte per gli uomini''. Nel 1974, quando era ministro della Salute sotto il governo di Vale'rie Giscard d'Estaing, presento' all'Assemblea Nazionale il progetto di legge sull'aborto - la cosiddetta 'Loi Veil' - che venne approvata l'anno successivo, momento cruciale per l'emancipazione femminile e la giustizia sociale in Francia e in Europa.

Dieci anni fa, per gli 80 anni, pubblico' 'Une vie', la sua autobiografia. Una testimonianza ''necessaria' delle prove superate a nome ''di tutti quei morti che ci furono cosi' cari, conoscenti o sconosciuti, che tacciono - scrisse nell'introduzione - So che non ci libereremo mai di loro''.Tra l'altro, fu la sesta donna ad accedere all'Acade'mie francaise, la prestigiosa istituzione creata nel 1635 dal cardinale Richelieu. 

 

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