Dopo due giorni consacrati ai problemi dei civili assediati ad Homs e all’apertura di corridoi umanitari per donne e bambini, i negoziatori del regime e dell’opposizione siriana tornano a riunirsi oggi a Ginevra per discutere uno dei punti più delicati dell’intero processo negoziale, ovvero la formazione di un governo di transizione in Siria.
Prevista dal comunicato finale di Ginevra 1, la nasciata del nuovo governo di transizione siriano, con pieni poteri, non prevede la presenza dell’attuale presidnete Bashar al Assad. La Coalizione dell’opposizione ritiene la partenza dell’attuale capo dello Stato una condizione essenziale per poter procedere al negoziato. Viceversa, l’addio al potere di Assad è fuotri questione per il regime.
“Cominceremo a parlare della transizione dalla dittatura alla democrazia”, ha dichiarato Louai Safi, membro della delegazione dell’opposizione. “Chiaramente, il regime non è entusiasta, punta i piedi”, ha sottolineato. Nei primi due giorni di negoziato, l’inviato dell’Onu Lakhdar Brahimi ha ottenuto la promessa dell’apertura di corridoi umanitari per le donne e i bambini sotto assedio da mesi nel centro di Homs, in modo che possano lasciare la città. Ma l’annuncio è stato accolto con scetticismo nei quartieri di Homs, dove l’opposizione chiede “garanzie” che i civili non vengono arrestati dagli uomini del regime non appena avranno lasciato la città.
