Settimane di caldo intenso possono lasciare nei bassi strati dell’atmosfera aria molto calda e umida, ricca dell’energia necessaria ad alimentare temporali violenti. Quando arriva aria più fresca o un’altra causa di sollevamento, l’instabilità può liberarsi rapidamente. Qui le previsioni meteo di oggi 18 agosto 2026.
Non è quindi il caldo, da solo, a produrre fulmini. Servono umidità, instabilità atmosferica e un meccanismo capace di far salire l’aria verso quote più elevate.
Fulmini e temporali, perché il caldo accumula energia
Una delle grandezze utilizzate dai meteorologi per valutare l’energia disponibile per la convezione è la CAPE, Convective Available Potential Energy.
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Una massa d’aria calda e umida vicina al suolo può diventare molto più leggera dell’aria circostante una volta costretta a salire. Durante l’ascesa il vapore acqueo condensa e libera calore latente, sostenendo ulteriormente la corrente ascensionale.
Dopo molti giorni caldi, soprattutto in presenza di elevata umidità, questo serbatoio energetico può diventare consistente. Se l’atmosfera rimane stabile, non succede necessariamente nulla. Un fronte, una linea di convergenza o l’ingresso di aria più fresca possono però innescare la convezione.
Caldo, come si formano i fulmini nel temporale
All’interno di un cumulonembo, le forti correnti verticali fanno collidere goccioline d’acqua, cristalli di ghiaccio e particelle di grandine. Il movimento separa progressivamente le cariche elettriche nelle diverse zone della nube. Qui tutti i dettagli su come ottenere il risarcimento per danni da grandine.
Quando la differenza di potenziale diventa sufficiente, avviene la scarica elettrica. Può verificarsi all’interno della stessa nube, fra due nubi oppure tra nube e terreno.
Una maggiore energia convettiva può sostenere correnti verticali più intense e nubi temporalesche più sviluppate. Non permette però di stabilire automaticamente quanti fulmini cadranno in una determinata zona. La struttura del temporale, l’umidità, il vento alle diverse quote e la quantità di ghiaccio presente nella nube modificano fortemente l’attività elettrica.

