I chicchi giganti crescono nei temporali più organizzati, dove correnti ascensionali forti e ampie li mantengono a lungo nelle zone gelide della nube. Il riscaldamento globale può favorire grandine più grande e dannosa, anche se non implica più grandinate ovunque.
Grandine gigante: come cresce
La grandine si forma nella parte del temporale in cui la temperatura è inferiore a zero. Piccoli nuclei di ghiaccio vengono trasportati dalle correnti ascensionali e incontrano goccioline di acqua sopraffusa.
Le goccioline restano liquide pur trovandosi sotto zero. Quando toccano il ghiaccio congelano, aggiungendo un nuovo strato. Il chicco può attraversare più volte aree con differenti quantità di acqua e temperature, formando le tipiche successioni di ghiaccio trasparente e opaco.
La dimensione finale dipende soprattutto dalla velocità, dall’ampiezza e dalla durata della corrente ascensionale. Una corrente debole lascia cadere presto il chicco. Una corrente intensa può trattenere in quota masse di ghiaccio più grandi.
Le supercelle e fenomeni come il downburst offrono condizioni particolarmente favorevoli perché la corrente ascensionale è organizzata, inclinata e separata dalle precipitazioni. La struttura può durare diverse ore e alimentare la crescita del ghiaccio per un periodo più lungo rispetto a un temporale ordinario.
Grandine gigante: che cosa cambia con un’atmosfera più calda
L’aria calda può contenere una quantità maggiore di vapore acqueo. Quando l’umidità sale all’interno di un temporale, la condensazione libera energia e può rafforzare le correnti ascensionali.
Una corrente più vigorosa sostiene chicchi più pesanti. La maggiore disponibilità di acqua sopraffusa offre anche più materiale da congelare intorno al nucleo di ghiaccio.
Il riscaldamento alza però la quota dello zero termico. La grandine deve attraversare uno strato d’aria più caldo prima di raggiungere il terreno. I chicchi piccoli possono sciogliersi completamente e arrivare come pioggia, mentre quelli molto grandi hanno maggiori probabilità di resistere.
Questa combinazione può produrre meno episodi con grandine piccola, ma aumentare la quota degli eventi caratterizzati da chicchi grandi. Uno studio europeo pubblicato su Nature Communications nel 2025 ha previsto una possibile diminuzione complessiva della grandine severa in parte del continente, accompagnata però da un rischio persistente o crescente per i chicchi di almeno cinque centimetri in alcune aree.
Le grandinate sono davvero sempre più forti?
I dati non permettono di affermare che la grandine stia aumentando nello stesso modo in ogni Paese. Si tratta di un fenomeno molto localizzato, difficile da rilevare con strumenti uniformi e spesso documentato soltanto quando colpisce centri abitati.
Le serie storiche possono essere influenzate dalla crescita delle segnalazioni, dalla diffusione degli smartphone e dal miglioramento dei radar. Un chicco caduto in un campo disabitato può non essere misurato, mentre un evento in città produce fotografie, danni assicurativi e numerose testimonianze.
Gli studi più recenti indicano comunque un aumento del potenziale di danno. Una ricerca pubblicata su Nature nel 2026 stima una crescita globale compresa tra il 36,5% e il 42,1% entro la fine del secolo, a seconda delle emissioni, combinando dimensione dei chicchi, traiettorie e condizioni climatiche future.
La grandezza cambia rapidamente le conseguenze. Chicchi superiori a due centimetri possono danneggiare colture e carrozzerie. Oltre cinque centimetri aumentano i rischi per tetti, pannelli fotovoltaici, vetri e persone esposte. Qui tutti i dettagli su quando richiedere il rimborso e come ottenerlo.
Le grandinate giganti resteranno eventi rari. Quando si formano, però, l’energia dell’impatto cresce con la massa e la velocità del ghiaccio. Un singolo temporale può quindi produrre danni estesi in pochi minuti, anche senza piogge eccezionali o tornado.

