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Guerra in Iran e basi italiane, opposizioni all’attacco: “Meloni ha ingannato il Parlamento”

Le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte sul ruolo “massiccio” delle basi italiane nell’operazione Epic Fury contro l’Iran scatenano le opposizioni

Guerra in Iran e basi italiane, opposizioni all’attacco: “Meloni ha ingannato il Parlamento”

500 aerei Usa decollati dall’Italia, M5S, Pd e Avs chiedono chiarimenti urgenti a Meloni in Parlamento

“Le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte sui 500 velivoli americani partiti dalle basi Usa italiane a dimostrazione del ‘ruolo massiccio a sostegno dell’operazione Epic Fury in Iran’ svolto dal nostro Paese, confermano quello che abbiamo sempre denunciato fin dall’inizio di questa folle guerra parlando del ruolo strategico e vitale del nostro Paese come hub logistico e di intelligence. Lo abbiamo detto denunciando i continui decolli di aerei spia, droni da ricognizione e aerei cargo dell’USAF e della US Navy dalle basi di Sigonella e Aviano verso l’Iran e le basi Usa nel Golfo”. Così, in una nota, i capigruppo M5S delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, Alessandra Maiorino, Francesco Silvestri e Arnaldo Lomuti.

“Le parole di Rutte smontano platealmente la narrativa di Meloni – oltre che di Trump – sul fatto che l’Italia non abbia sostenuto l’avventura bellica americana in Iran – salvo un singolo rifiuto al transito di alcuni bombardieri che avrebbero violato gli accordi bilaterali. Il governo Meloni è sempre stato asservito a Trump: parola del segretario generale della Nato”, concludono.

Duro anche il Presidente del M5s, Giuseppe Conte: “Crollano le favolette del Governo e dei suoi trombettieri. Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto. Quello di Trump è solo un richiamo all’ordine per un governo che ha sempre detto sì: 500 aerei partiti dall’Italia per una guerra illegittima in Iran in cui Netanyahu ha trascinato Trump e che ha danneggiato pesantemente l’economia italiana. Meno male che Meloni ha dichiarato ‘non condanno né condivido’: se avesse condiviso ne sarebbero partiti 5000?. È doveroso che la Presidente Meloni venga a fornire necessari chiarimenti al Parlamento e al Paese”, le parole del pentastellato.

La posizione del Pd

“Le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte esigono un immediato chiarimento dal Governo. Secondo Rutte le basi in Italia ‘hanno svolto un ruolo massiccio’ a sostegno della guerra illegale di Trump e Netanyahu all’Iran, contraria ai nostri principi e ai nostri interessi. Giorgia Meloni aveva assicurato che l’Italia non sarebbe stata coinvolta, e invece si apprende che almeno 500 aerei Usa sarebbero decollati dal territorio italiano, confermando le preoccupazioni che avevamo manifestato in Parlamento, ricevendo vaghe rassicurazioni dal Governo. Secondo Rutte, l’Europa ‘si è trasformata in una piattaforma di proiezione della potenza’ americana. Cioè, della logica di potenza trumpiana, della legge del più forte in violazione del diritto internazionale. Altro che i botta e risposta sui social network, altro che ‘momento Sigonella’! Il Governo italiano, e in primo luogo la Presidente del Consiglio, ha il dovere di chiarire con urgenza queste gravi affermazioni”. Così in una nota Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri, Europa e Cooperazione internazionale nella segreteria nazionale del Pd.

“Le parole di Rutte sono gravissime e sbugiardano Giorgia Meloni. Meloni ha ingannato gli italiani e il Parlamento: 500 voli militari americani sono decollati dalle basi NATO presenti in Italia a sostegno di Epic Fury, la guerra di Trump e Netanyahu contro l’Iran. Il sostegno di Giorgia Meloni a Trump non è mai venuto meno e, a questo punto, è lecito pensare che gli scambi di accuse tra lei e il presidente degli Stati Uniti siano stati una sceneggiata per coprire il sostegno militare garantito dalle basi italiane agli aerei Usa. Meloni chiarisca immediatamente quanto accaduto e riferisca al Parlamento e agli italiani”, afferma in una nota il leader e deputato di Avs Angelo Bonelli.

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