Punti chiave
L’Iran continua a bloccare lo stretto di Hormuz, e da lunedì Washington impone un blocco sulle navi in provenienza o a destinazione dei porti iraniani. “Se l’Iran fa la scelta sbagliata, allora ci sarà un blocco e le bombe cadranno sulle sue infrastrutture elettriche ed energetiche”, ha minacciato il ministro della Difesa americano Pete Hegseth. L’Iran minaccia a sua volta di bloccare anche il Mar Rosso, pur ribadendo la sua volontà di negoziare. L’ambasciatore iraniano all’Onu ha definito Teheran “cautamente ottimista” riguardo a questi colloqui e ha espresso la sua speranza di “risultati significativi”.
L’influente capo dell’esercito pakistano Asim Munir era in Iran giovedì per incontrare il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, considerato il principale interlocutore da parte di Teheran. Di fronte a un conflitto che ha causato migliaia di morti, principalmente in Iran e in Libano, dall’offensiva israelo-americana lanciata il 28 febbraio, e che sta scuotendo l’economia mondiale, il mondo spera almeno in una proroga di due settimane del cessate il fuoco, in vigore dall’8 aprile. Per il momento non è stata fissata “alcuna data” per un secondo round di discussioni, ha indicato il portavoce del ministero degli Affari esteri pakistano.
Stati Uniti e l’Iran sono “molto vicini” a un accordo e Teheran è disposta “a liberarsi del proprio uranio arricchito”, una delle principali richieste di Washington. Lo ha detto il presidente americano ai giornalisti alla Casa Bianca spiegando che “siamo molto vicini a concludere un accordo con l’Iran” e aggiungendo che prenderebbe in considerazione l’idea di recarsi in Pakistan, che funge da mediatore, se l’accordo dovesse concretizzarsi. “Ci sono ottime possibilità che raggiungiamo un accordo”, ha insistito. “Hanno accettato di restituirci la polvere nucleare”, ha assicurato Donald Trump senza fornire ulteriori dettagli, utilizzando il termine che impiega per indicare le scorte di uranio arricchito, una delle richieste chiave degli Stati Uniti per raggiungere un accordo. La Repubblica islamica non ha confermato immediatamente questo punto. Tra l’Iran e gli Stati Uniti proseguono le trattative sotto l’egida del Pakistan per organizzare una seconda tornata di negoziati, dopo il fallimento della prima a Islamabad lo scorso fine settimana, con l’obiettivo di porre fine in modo definitivo alla guerra.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito il conflitto in Iran un “piccolo intervento”, affermando che si è trattato di un’operazione necessaria per impedire al Paese di sviluppare un’arma nucleare e ha ribadito che sta per concludersi. Lo ha detto durante un evento in un hotel di Las Vegas nel Nevada incentrato sulla promozione delle sue politiche economiche come l’eliminazione delle tasse sulle mance. Come in molte occasioni precedenti, il presidente ha sostenuto che se non avesse attaccato Teheran a febbraio “ora avrebbero armi nucleari”, cosa a cui decine di lavoratori convocati per la visita del presidente hanno risposto con applausi.

