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Hormuz, regime e petrolio: il grande sconfitto è proprio Trump (oltre ai cittadini iraniani). Così ha rafforzato la Cina

Il presidente americano ha minacciato tutti e ucciso i leader a Teheran, ma di fatto non è cambiato nulla. Anzi, si rischia che i nuovi siano pure peggio

Hormuz, regime e petrolio: il grande sconfitto è proprio Trump (oltre ai cittadini iraniani). Così ha rafforzato la Cina
Donald Trump e Xi Jinping

Trump alla fine non ha raso al suolo l’Iran in un sola notte, per fortuna di tutti le minacce non si sono concretizzate ed è scattata una tregua di 15 giorni, con tanto di negoziati in Pakistan da venerdì per arrivare a una pace definitiva in dieci punti. Il presidente americano ha subito dichiarato: “Gli Stati Uniti hanno vinto su tutti i fronti“. Ma è davvero così? In realtà limitandosi a pochi dati oggettivi, quello che emerge è un quadro molto diverso. L’obiettivo principale in questa nuova ondata di attacchi degli Usa era quello di eliminare il regime, ma questo non è accaduto. Nonostante le uccisioni infatti dei vari leader, Khamenei in testa, nulla è cambiato. Semplicemente i nuovi decisori sono persone diverse, ma il sistema basato sul potere in mano agli ayatollah è rimasto intatto. Anzi, il rischio è che i nuovi siano anche più cattivi di quelli che c’erano in precedenza e purtroppo a farne le spese, ancora una volta, rischiano di essere solo gli iraniani.

In attesa di capire cosa si deciderà a Islamabad, nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, Trump non sembra uscirne da vincitore. I segnali sono arrivati anche dall’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, in visita in Arabia Saudita. L’accordo Usa-Iran su un cessate il fuoco è “un passo indietro dal baratro dopo settimane di escalation”, ma “in sostanza cosa è cambiato effettivamente?”. Quindi Trump non si può considerare al momento un vincitore, neanche per Bruxelles.

Chi ha vinto alla fine? Due Paesi in particolare. La Cina di Xi, che ha messo il suo zampino nella trattativa finale, come ammesso dallo stesso Trump e che vedrà non solo arrivare immutato a Pechino il suo carico di petrolio, essendo un partner privilegiato per quella rotta. Ma si rafforza anche a livello geopolitico, visto che comunque le tensioni Usa-Iran hanno lasciato strascichi. Poi l’altro grande vincitore è il Pakistan. In un colpo solo riesce a ottenere un ruolo da mediatore, eliminare la minaccia nucleare del vicino Iran e ad essere l’unico Paese in Medio Oriente dotato di bomba atomica. Così ora le “carte” le dà Islamabad.