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Iran attacca basi Usa in Iraq e Bahrein, cosa può succedere ora

Missili e droni iraniani contro basi Usa in Iraq e Bahrein. Washington valuta la risposta dopo i nuovi raid

Iran attacca basi Usa in Iraq e Bahrein, cosa può succedere ora

L’Iran ha lanciato missili e droni contro installazioni statunitensi a Erbil, nel Kurdistan iracheno, e contro la base di Sheikh Isa in Bahrein. Gli attacchi arrivano dopo una nuova serie di raid americani sul territorio iraniano.

Iran, basi Usa: Teheran colpisce Erbil e Bahrein

La rappresaglia annunciata da Teheran dopo i raid statunitensi ha raggiunto nella notte nuovi obiettivi americani nella regione. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito con missili e droni basi statunitensi a Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno.

Secondo la versione diffusa dall’agenzia iraniana Irna e riportata dall’ANSA, l’operazione avrebbe danneggiato un centro di manutenzione, magazzini e il sistema di guida di un aerostato utilizzato per la sorveglianza americana. Le informazioni sui danni non sono state al momento confermate in modo indipendente.

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Un secondo attacco è stato rivendicato contro la base aerea di Sheikh Isa, nel Bahrein. La Tasnim riferisce che sarebbero state prese di mira installazioni radar e aree utilizzate dalle forze statunitensi. Le autorità del Bahrein avevano precedentemente fatto scattare le sirene antiaeree invitando la popolazione a trovare riparo.

La risposta iraniana arriva dopo i nuovi bombardamenti americani nell’area dello Stretto di Hormuz. Secondo Teheran, gli ultimi raid hanno provocato almeno 11 morti. Tra le vittime riportate dalle autorità iraniane figurano anche civili colpiti durante una festa di matrimonio nella provincia di Hormozgan. Washington sostiene invece di aver preso di mira infrastrutture militari, radar e sistemi collegati alle operazioni iraniane nello Stretto.

Iran, basi Usa: cosa può succedere adesso

Le prossime mosse dipenderanno soprattutto dalla risposta americana. Donald Trump ha già avvertito che ulteriori attacchi iraniani potrebbero portare a un’offensiva statunitense più estesa.

Gli Stati Uniti possono scegliere di limitare la replica a nuovi obiettivi militari direttamente collegati alle operazioni iraniane oppure ampliare i bombardamenti. La seconda ipotesi aumenterebbe il rischio che Teheran risponda contro altre installazioni Usa presenti nel Golfo.

La rete militare americana nell’area comprende basi e infrastrutture distribuite tra Iraq, Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania ed Emirati. Un allargamento degli attacchi iraniani costringerebbe quindi diversi Paesi della regione a rafforzare ulteriormente le difese aeree.

Anche lo Stretto di Hormuz resta direttamente coinvolto. La sicurezza delle rotte marittime influenza immediatamente i prezzi dell’energia perché attraverso quel passaggio transita una quota rilevante del petrolio e del gas esportati dai Paesi del Golfo.

Una nuova interruzione delle spedizioni o attacchi alle petroliere potrebbero quindi avere effetti ben oltre il Medio Oriente, a partire dai prezzi del greggio, già tornati sopra i 95 dollari al barile.

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