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Esteri
Iran, avvertimento agli Usa: "Arroganti, la nostra politica non cambia"

L'opposizione iraniana all'"arroganza" degli Stati Uniti non cambiera' a dispetto dell'accordo sul programma nucleare iraniano: parola della guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, in un discorso pronunciato per la fine del Ramadan. La massima autorita' politica e religiosa della Repubblica Islamica ha chiarito che Teheran rimarra' all'opposizione della politica statunitense in Medio Oriente: l'accordo sul nucleare non cambiera' dunque la politica iraniana nei confronti dei governi di Siria e Iraq e dei "popoli oppressi" di Yemen e Bahrein, o dei palestinesi. Khamenei ha inoltre esortato il Parlamento iraniano a esaminare con attenzione il testo dell'accordo per verificare che effettivamente tuteli gli interessi nazionali, in modo che non vengano disattesi i principi della rivoluzione islamica ne' depotenziate le sue capacita' militari e difensive. Washington -ha aggiunto- vorrebbe la "resa" dell'Iran. Teheran non vuole la guerra, ma qualora ci fosse, gli Stati Uniti ne uscirebbero "umiliati".

"La nostra politica non cambiera' contro il governo degli arroganti Stati Uniti", ha detto Khamenei, le cui parole venivano accolte dalle tradizionali invettive anti-occidente, "Morte all'America", "morte ad Israele". "La Repubblica Islamica dell'Iran non rinuncera' a dare sostegno ai suoi alleati nella regione, i popoli oppressi della Palestina, dello Yemen, i popoli e i governi siriani e iracheni, il popolo oppresso del Bahrein e i combattenti sinceri della resistenza in Libano e in Palestina". Il leader iraniano, che ha parlato nel corso delle preghiere per Aid el-Fitr, in una moschea di Teheran, ha anche elogiato i negoziatori iraniani per aver "lavorato sodo": "Che l'accordo sia approvato o meno all'interno del processo legale previsto, essi meritano un premio". Ma ancora una volta ha ripetuto le 'linee rosse' della politica nazionale: "Abbiamo detto molte volte che non abbiamo un dialogo con gli Stati Uniti su questioni internazionali o regionali, e neanche su questioni bilaterali. A volte, come nel caso nucleare, abbiamo negoziato con gli Stati Uniti, ma sulla base dei nostri interessi. Le politiche americane nella regione sono diametricamente opposte alle politiche dell'Iran". E a tale proposito ha ricordato che "gli americani sostengono di aver impedito all'Iran di acquisire la bomba atomica". Ma -ha aggiunto- "essi sanno che non e' vero. Noi abbiamo una 'fatwa' (un editto religioso), secondo cui le armi nucleari devono essere proibite dalla legge islamica. E questo non ha nulla a che vedere con i negoziati nucleari".

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